un altro caco è possibile

alessandro berci [Alessandro B.]

Si è discusso ampiamente della questione del "Caco" e della possibile collocazione all'interno del cortile di una rimessa per i mezzi dell'AIB e dello scuolabus.

La proposta fatta da Alberto e dal gruppo La Cassa un paese per tutti, spiega in maniera chiara e dettagliata le problematiche inerenti alla realizzazione di tale progetto.

Senza ritornare su temi già affrontati, volevo ribadire come questa proposta sia inadeguata, sotto molteplici aspetti: economici, logistici, storico-sociali e urbanistici.

 

In primo luogo, trattando della questione economica, argomento che attualmente richiede un'attenzione maggiore del consueto, è evidente, che un operazione di tale portata all'interno del cortile richiede dei costi abbastanza elevati, dovuti agli interventi di livellamento del terreno, realizzazione della pavimentazione, smantellamento del muro divisorio tra le due aree e realizzazione della struttura necessaria a contenere i mezzi. Senza contare il danno creato dalla distruzione di uno spazio ad uso collettivo.

Tali costi sarebbero considerevolmente contenuti nel caso in cui il progetto fosse ricollocato in un'altra area in cui gli interventi relativi al progetto si limitassero alla sola costruzione ex novo della struttura di contenimento dei mezzi.

 

Le problematiche logistiche si riscontrano nell'evidente difficoltà di manovra, specialmente per lo scuolabus, all'interno di un cortile, la cui area è eccessivamente contenuta per una funzione del genere e che verrebbe ad essere un vincolo piuttosto che una risorsa, considerando inoltre un possibile aumento del parco mezzi attualmente in dotazione.

 

Con problematiche di ordine storico sociale, affronto un tema che riveste, a mio avviso, una rilevante importanza, ma che per alcuni può essere considerato una frivolezza.

Il cortile e la pianta del caco, rappresentano per numerose persone di La Cassa un memoria collettiva.

Cioè?

Questo termine, coniato da un famoso sociologo degli anni '20, Maurice Halbwachs, indica che la memoria collettiva è collegata agli effetti sociali di un avvenimento o di un luogo. E fino quando questi perdurano, difficilmente un gruppo sociale dimentica un certo avvenimento.

Pertanto la distruzione di tale cortile, che un tempo faceva parte dell'asilo parrocchiale, comporta anche la distruzione del ricordo collettivo di tutte le persone che quell'asilo l'hanno frequentato e vissuto.

Rimarrà di certo il ricordo individuale; in alcuni, ma in molti altri tutto il tempo, le gioie e le emozioni dell'età fanciullesca vissuta in quello spazio, andrà progressivamente scomparendo, senza la presenza di un luogo che rimanga a testimoniare mnemonicamente istanti di vita ormai lontani.

( ok va bene, mi sarò lasciato trasportare dal romanticismo, ma non mi sembra proprio una ca****a)

 

Gli aspetti urbanistici sono stati ampiamente esplicati da Alberto nella proposta di riqualificazione del cortile in un'area pubblica attrezzata fruibile anche in orari diversi da quelli di apertura della biblioteca e di altre associazioni.

Non mi sembra il caso di aggiungere altro se non la possibilità di realizzare qualcosa di positivo per la collettività e che allo stesso tempo riduca ulteriormente i costi di riqualificazione.

 

Si potrebbe, ad esempio, organizzare un piccolo concorso per la realizzazione di arredi ecosostenibili e riciclati, in cui tutti i partecipanti presentino un progetto di un arredo realizzato con materiali di recupero e che sia realizzabile con strumenti semplici da tutti i volontari.

 

Concludendo volevo anch'io proporre un'alternativa alla rimessa dei mezzi AIB e dello scuolabus.

La mia idea è quella di utilizzare la vecchia piattaforma in cemento adiacente la scuola elementare, dove prima era installato il PalaBianco della Pro Loco.

Essendo la struttura di base già realizzata, l'intervento si limiterebbe alla sola costruzione della rimessa con un risparmio di tempo e denaro, inoltre la vicinanza alla scuola elementare consentirebbe una gestione dello scuolabus più efficiente.

Anche l'aspetto logistico verrebbe migliorato dalla centralità del luogo e dall'ampio spazio di manovra che quest'area consente.

 

 

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