Finchè ci sarà la neve

Vittoria Fauro
Sono salita a Madonna della Neve domenica scorsa.
Non era previsto, ma mi sono alzata e ho visto il cielo così limpido che non ho resistito.
La strada pensavo fosse facile, da Maria Ausiliatrice parte una pista bella larga, da lontano si vede salire fino a quasi in cima.
Difficile sbagliare, pensavo.
Ma dopo un po' di salita la strada prende a destra con un po' di tornati e poi si perde in direzione dei tralicci. Solo da lassù si vede dove lasciare la strada e seguire il sentiero.
Si gira così a sinistra, un bivio che ricorda tanto quello per andare all'Aris, ma senza un segno che possa indicare che è la via giusta.
Poco più avanti il sentiero ancora si divide: a sinistra costeggia la montagna e lascia il campo aperto al panorama, a destra resta un po' chiuso nell'avvallamento.
Decido per la sinistra, certa che in qualche modo arriverò comunque in cima.
Il paesaggio è quanto meno spettrale, tanta paglia scivolosa, secca, resti di tronchi senza foglie, hanno poco l'aria di aspettare la primavera. Sono inquietanti presenze.


Le ferite di un fuoco abbastanza recente non si sono ancora rimarginate.
Mi inerpico zizagando tra la sterpaglia, immagino questa salita sotto il sole estivo, da perdere il fiato.
Solo verso la cima si trova un bosco con una parvenza di vita.
Erano anni che non salivo fino lassù, per tutto l'orizzonte a perdita d'occhio le montagne sono un'incanto.  
Apre il cuore.
Non voglio pensare sia stato un presagio.
Ieri sono salita al Costabella.
Desolazione pesante vedere la costa di fronte dove camminavo una settimana prima bruciare.
Vedere l'elicottero salire e scendere, caricare l'acqua e svuotare.
Combattere il fuoco.
Io lo so quanta fatica costa. Lo so quanto fa male vedere il fuoco che distrugge tutto, lo so cosa vuol dire vincerlo e cosa vuol dire arrendersi.
Fa così male sentirsi impotenti e pensare che sia distrazione o dolo, non importa, stupidità umana, comunque, in pochi attimi annienta la fatica di anni.
Nonostante gli sforzi, nonstante l'elicottero, nonstante il canadair ieri sera guardavo il fuoco che avanzava prima di andare a dormire, con la tristezza nel cuore.
Poi è arrivata la neve, con il suo silenzio a coprire ogni rumore, ogni dolore e fiocco dopo fiocco a spegnere il fuoco.
Il candore di oggi è di un tempo sospeso.
Lo scempio resterà celato, finchè ci sarà la neve.


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