open data + combanera
Ancora una volta qui a giocare con gli open data....
Questa volta l'oggetto della ricerca è dovuto alla siccità estiva; già, perchè la mancanza d'acqua ha fatto mettere l'accento al nostro Governatore sulla necessità di creare nuovi invasi artificiali per sopperire alla mancanza d'acqua.
Ciò mi fa venire in mente che uno di questi invasi, quello di Combanera, è previsto dagli anni sessanta ed investe direttamente due luoghi che mi sono estremamente cari: una delle valli di Lanzo, la valle di Viù, e un comune... dove risiedo.
Si tratta di mettere un tappo (=una diga) alla base della valle di Viù in modoc he si riempia d'acqua formando un bacino artificiale di 50 milioni di metri cubi; dopodichè l'acqua viene incanalata in una galleria in pressione scavata nelle montagne per 'sbocciare' in fronte alla pianura piemontese, proprio sopra al mio ridente paesino (La Cassa), dove una condotta forzata farà precipitare l'acqua in una centrale idroelettrica e, da lì, ad un 'bacino di ...' dove l'acqua si ferma in attesa di entrare nel potabilizzatore; da lì verrà immessa nel circuito dell'acqua potabile della città di Torino e comuni limitrofi.
Comìè logico il progetto presenta vantaggi e svantaggi; i vantaggi sono quelli di avere un bacino d'acqua potabile e regimata, e sono a favore della 'città metropolitana' di Torino, gli svantaggi sono quelli di sommergere una valle, mettere in potenziale pericolo le zone sottostanti, stravolgere l'ambiente nel comune di La Cassa; vantaggi per l'ampio publico a detrimento della 'piccola zona'.
Uhm, la solita sindrome nimby, che dalla val di Susa contagia le valli limitrofe? Può darsi.
In ogni caso decido di saperne di più, cercando in rete quante più informazioni possibili e cercando, tramite opendata, se posso avere un qualche tipo di aiuto.
Non si trova un granchè su Google; ben che vada si raggiunge il pdf (ma perchè tutto viene pubblicato in formato proprietario? Uffa) del piano delle acque della Regione Piemonte, nel quale l'invaso di Combanera viene definito tra quelli a maggiore priorità; se ricordo bene proprio quello prioritario su tutti.
Dimensioni, impatto, costi, progetti... non si trova nulla; il documento più dettagliato riguarda il decreto del 1996 con il quale il ministero dell'ambiente dà sostanzialmente il benestare all'opera, fatte salve alcune modifiche al progetto.
Sì, ma quale progeto? Alla faccia degli opendata e dell'amministrazione trasparente, non se ne trova traccia in rete.
Mi viene in aiuto il sindaco del Comune che mi offre in studio alcuni degli elaborati del piano; essenzialmente il suddetto decreto ed alcune cartografie dell'opera, redatte da AEM (l'ex azienda municipale acque) e ENEL e dallo stesso ing. Tournon, progettista dell'opera neglianni '60.
Con questi documenti costruisco una serie di modelli tridimensionali con l'auto di strumenti google (sketchUp + Google Earth) e li metto online per ottenere ciò che già era stato ottentuto per il piano regolatore comunale: mettere a disposizioni di tutti, in forma aperta e fruibile, ciò che già di per se lo dovrebbe essere e giace invece abbandonato in qualche cassetto.
Le pagine hanno una immediata e ampia 'audience'; da subito in molti che erano nelle stesse mie condizioni, cioè di capirci qualcosa sul progetto Combanera, hanno frequentato le pagine.
Ciò che manca nel progetto dell'impianto sono le considerazioni relative all'impatto che l'invaso potrebbe avere a valle della diga stessa; viene definita 'quanta acqua' continuerà a scorrere nel torrente imbrigliato (La stura di Viù) ma non è chiaro quale impatto avrà sul territorio sottostante.
Questa quantità d'acqua viene definita 'deflusso minimo vitale': già il termine denota il destino al quale verranno sottoposti i territori sottostanti, un destino minimo vitale.
La Stura di Viù è uno dei tre affluenti della Stura di Lanzo; cerco in rete i dati sulle portate dei fiumi e trovo (non nella sezione dati del portale del piemonte, sigh...) che l'intera Stura, se la parte di Viù fosse regolata al 'deflusso minimo vitale', ridurrebbe almeno del 33% la sua portata media; ma questa portata media dove andrà a finire?
A questo punto trovo nella sezione idrografia del portale 'dati.piemonte.it' i dati relativi al sistema di canali irrigui sottesi alla stura di Lanzo e.... scopro un mondo! Tutta la pianura piemontese a nord-ovest di Torino è cosparsa di canali che prendono acqua dalla Stura; il più antico e importante mi sembra il canale di Druento costruito proprio allo scopo di fornire d'acqua un territorio che altrementi ne sarebbe rimasto sprovvisto.
Scarico i dati in formato shape, li converto in kmz e li inserisco nel complessivo dell'impianto di Combanera; a questo punto risulta chiaro l'intero ambiente sul qule insiste l'impatto della realizzazione dell'invaso.
A questo punto cerco altri dati (sullo stato delle rocce che verrebbero perforate per 10km, sullo stato dei collettori fognari per i fanghi, sull'ambiente che verrebbe sommerso, sulle precipitazioni) ma la maggior parte delle ricerche sono vane; sarebbe forse necessario implementare nuovi dati aperti relativi al nostro territorio, per proseguire nella direzione intrapresa, quella di rendere pubblico ciò che già lo è.
La Regione Piemonte è stata forse la prima in Italia ad intraprendere e perseguire la diffusione di dati in maniera trasparente ed aperta; ha aperto la strada ad altre regioni che forse oggi sono più avanti del Piemonte, dalle quali si può imparare e collaborare insieme per portare sempre più vicino a tutti i dati chesono nostri, con i quali si può (anche) giudicare l'operato dell apubblica amministrazione.
Attendiamo fiduciosi....