un nuovo modo di essere lib(e)ri

italo losero

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14 febbraio 2012, 22:29 modif. 14 febbraio 2012, 22:34
Di fronte ad un panorama politico sociale in rovina, qualcosa si muove positivamente, ed è bello notarlo e condividerlo: non si può vivere senza almento un briciolo di fiducia nel mondo.
Così condivido con voi l'iniziativa che parte con l'incipit "Meglio essere la crème della feccia che la feccia della crème" con la quale la Wu Ming Foundation mette a disposizione i libri che ha scritto gratis, in libero download: libri elettronici al popolo.
Non deve stupire che sia un gruppo d'ispirazione culturale a mostrare le vie, anche tecnologiche,  con cui si  cambia il mondo; dovrebbe essere cosa naturale che gli strumenti tecnologici siano al servizio del pensiero, e non viceversa.

Qualche parola di spiegazione per chi non conosce la Wu Ming Foundation: è un collettivo di scrittori italiani che scrive libri, a volte a più mani, a volte da parte di un solo autore, qui trovate la loro storia; ho letto da loro alcuni dei libri che più mi sono piaciuti nella mia sempre troppo limitata carriera di lettore. Tra tutti, il sommo 'Q', scritto quando il collettivo si chiamava ancora Luther Blisset, il libro che m'ha fatto capire l'Europa da cui nasciamo; tra gli altri ricordo con piacere '54', 'Guerra agli umani' e 'Asce di guerra', che raccomanderei a qualsiasi appassionato della guerra partigiana.

Come spesso ho scritto in questo sito, i politici soffrono di un ritardo madornale nell'utilizzo delle tecnologie; ciò porta a due effetti catastrofici: l'utilizzo becero della rete per propaganda elettorale e la dannosa creazione di legislazione fuori dal tempo e deprimente per l'innovazione.

Mettere a disposizione aggratis i propri libri è quanto di più stupido si possa concepire nell'epoca della globalizzazione ed economizzazione globale. Perchè queste persone lo fanno? Può darsi che esista qualche altro scopo oltre al profitto in questo mondo, che comporti il dono di qualcosa?
Nel versante 'politico' dello stesso argomento: è possibile che qualche amministratore o uomo politico possa mettere a disposizione, aggratis, il proprio tempo e  impegno per organizzare risorse, rispondere ai cittadini, rendere pubblici i dati, trasparenti i documenti, utilizzando la rete e senza averne per forza un ritorno elettorale? La politica e il dono sono compatibili? Ad una prima analisi, sembrerebbe di no, ma mi piacerebbe sapere che ne pensate.

Quando i due ragazzi che hanno creato la più garnde azienda del mondo, Google, hanno pensato al loro motore di ricerca hanno pensato a qualcosa di semplice, utile, gratuito: perchè i rivali erano tutti difficoltosi da usare, ingombri di pubblicità, tesi solo a fare profitto. Alla fine hanno stravinto su tutti.

I nostri politici non imparano nulla da questo, non imparano che la gratuità e l'onesta di un lavoro serio pagano sul lungo periodo?

Per ora, sembra che solo gli scrittori se ne siano accorti.
E' un buon inizio.

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