XXV aprile 2013

27 aprile 2013, 17:11 modif. 27 aprile 2013, 17:20
Il 25 aprile è un'occasione per sperimentare comunità: uno di quei giorni in cui ci si ritrova a festeggiare 'tra le autorità civili e religiose', una delle occasioni che dànno  senso al vivere in un piccolo paese come La Cassa dove quasi tutti si riconoscono.
Anche quest'anno pubblico una serie di foto; oggi un po' trasognate, forse lontane dall'evento, come guardandolo dal di fuori, lasciando in sordina le persone e portando in primo piano alcuni particolari: le piante, le testoline dei bambini, le ombre dei protagonisti, i gruppi di persone sfocati.

Sento la necessità a volte di prendere distanza da ciò che accade per riuscire a vederlo meglio, a sentirne gli stimoli più fortemente.
Così penso sia per i valori del 25 aprile; rischiano di diventare abituali e consolidati, quasi monotoni, ed è necessario a volte guardarli con qualche distacco per capire quanto sono attuali, quanto sono veri, e dar loro vita nel quotidiano; perchè non sappiamo nè il giorno nè l'ora in cui verranno messi in discussione.
O forse lo sappiamo fin troppo bene ed il sonno della nostra ragione ha svegliato mostri che turberanno il nostro futuro.

Le cassandre vengono ignorate; eppure il loro grido è chiaro.
Oggi Timothy Garton Ash ha scritto una disamina chiara (il link è all'inglese, non ho trovato quello su Repubblica) della situazione in Siria, si è chiesto perchè lasciamo morire e soffrire milioni di persone, perchè l'abbiamo in Bosnia, perchè l'abbiamo fatto in Ruanda (5 milioni e mezzo di morti); conclude che il ventesimo secolo è stato il più sanguinoso della storia e, se non troviamo un nuovo modo per risolvere i conflitti, il ventunesimo sarà più sanguinoso ancora.

Ed in questo ventunesimo secolo ci siamo noi, ed i nostri figli; troppo facile pensare che a noi non capiterà mai, in questo mondo globalizzato.
Stiamo assistendo all'agonia dell'Italia, all'agonia del capitalismo, stanno cadendo tutte le false certezze su cui abbiamo basato il modo comune di vivere e non c'è nulla che le possa sostituire; a grandi passi ci muoviamo verso l'abisso. Non c'è forza politica degna di tale nome, non c'è pensatore in grado di coinvolgere le menti in un sano cambiamento, non c'è alcuno che proponga una visione più alta; anzi, la difesa con le unghie e coi denti del passato sistema per ottenere i passati privilegi sembra essere l'unico scopo delle forze in campo.

Per questo nelle foto del 25 aprile ho cercato tanti sfocati, tante teste di bambini, sguardi perdutamente fissi puntati verso loro; perchè c'è da rifare il mondo, se le nostre generazioni non ce l'hanno fatta cerchiamo di cambiare e  di chiederlo a quelle future, anche tenendo viva la memoria con queste feste.

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fabri10 maggio 2013, 15:14
è molto che rifletto su come rispondere a questo intervento, amaro, ma alla fine speranzoso.
fino ad ora mi sono trattenuto per non affliggere di noia i malcapitati frequentatori di questo sito, ma oggi finalmente, ho trovato le parole per farlo: parole non mie ... ed è già una garanzia!
come lo è questo sprone, parimenti amaro, parimenti speranzoso, sicuramente energico!
leggete con me:

  Carissimi,   conoscendo la Vostra sensibilità sul tema della difesa della nostra Costituzione sono certo che avrete già valutato la gravità della proposta di dare vita ad una cosiddetta “Convenzione” per la revisione della Carta fondamentale della nostra Repubblica. Anche se il Ministro per le Riforme Istituzionali Quagliariello ha affermato che non è sicura la nomina di tale organismo, è a tutti nota la richiesta già pubblicamente avanzata da Berlusconi di presiederla. Indipendentemente da tale richiesta dobbiamo tutti sapere (e far sapere) che l'articolo 138 della nostra Costituzione stabilisce in modo inequivocabile le norme che devono essere seguite per ogni modifica della Carta stessa. L'invenzione della “Convenzione” è una procedura incostituzionale; doppiamente incostituzionale perché ne farebbero parte persone che non ne hanno titolo, perché estranee al Parlamento; triplamente incostituzionale perché gli elaborati di questa Commissione extraparlamentare non potrebbero essere emendate dalle Camere: prendere o lasciare. Il professor Valerio Onida (Presidente emerito della Corte Costituzionale, unico tra i saggi di Napolitano ad avere espresso parere contrario a questo progetto) ha dichiarato “….il fatto che la riforma Costituzionale venga affidata a un organismo parzialmente esterno è un indebolimento del Parlamento, l'unico delegato dalla Carta ad approvare le leggi costituzionali”. Se ciò dovesse avvenire saremmo di fronte ad un vulnus gravissimo alla nostra Costituzione con conseguenze irreparabili. Poiché la nostra Associazione considera tra i suoi compiti primari la difesa della Costituzione (che per noi non è un feticcio) è necessaria una immediata e forte mobilitazione, non solo dei nostri iscritti , tra tutta la cittadinanza per svolgere una azione di informazione su ciò che può accadere. E' urgente convocare le assemblee di tutte le nostre sezioni per rendere edotti tutti i nostri iscritti del pericolo che le istituzioni democratiche stanno correndo e quindi uscire all'esterno con azioni di propaganda, distribuendo volantini, raccogliendo firme su petizioni nelle quali si esprime la volontà dei cittadini in difesa della Carta.  In poco tempo si dovrebbero indire assemblee pubbliche unitarie con tutte le associazioni della Resistenza presenti sul territorio, i circoli culturali ed i movimenti e i partiti antifascisti nonché i sindacati. Dove è possibile sarebbe bene coinvolgere le istituzioni attraverso i Consigli di Circoscrizione, i Consigli Comunali e Provinciali proponendo loro brevi ma chiari ordini del giorno nei quali si richiami con forza il ruolo del Parlamento, unico organo titolare di questa materia. Ricordo a tutti noi che l'ANPI non è un partito, di conseguenza non ci riguardano come Associazione le polemiche e gli scontri tra le forze politiche in campo. Ciò non significa che agli iscritti ANPI sia vietato pensare, esprimere a titolo personale giudizi, valutazioni e critiche su ciò che sta avvenendo. Come ANPI siamo impegnati, con tutta la passione che ci anima, sul fronte antifascista, in difesa della Costituzione, della giustizia e della legalità, per l'uguaglianza, contro ogni forma di violenza, per la Pace. Queste sono le nostre linee guida. Fateci sapere le iniziative che pensate di assumere al più presto.  Fraterni saluti .

Diego Novelli

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