In Val Susa c'è una guerra

claudio guerra

 

In Val di Susa c'è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità.

 

Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un'opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di messina. TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA.

Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7.

 

Non mi dilungo sull'impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre..) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall'enel perchè ricca di Uranio.. ma vi informo di questo:

 

i soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2 % (interessante eh.. ) ma la fidejussione a garanzia del prestito sapete chi l'ha messa?

Voi!! o se preferite lo Stato italiano! entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l'opera.

45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l'estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli.

Siete pronti a pagare altri 45 miliardi per far viaggiare più veloce l'acqua minerale di Lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi sullo scaffale del vostro supermercato?

 

Approposito.. non passeranno dalla Val di Susa le merci.. Un noto docente del Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà davvero una cattedrale nel deserto.

 

Volevo solo informare tante persone che ancora non sanno..

Grazie del vostro tempo..

e chi di voi volesse aiutarci a fermare questo disastro divulghi questa mail.

 

----- aggiunta del 1/7/2011---------

Quanto costa la TAV Torino-Lione

I costi a carico dell'Italia, per la parte di collegamento fino a Torino, secondo il dossier presentato nel 2006 all'Unione Europea si attesterebbero intorno ai 17 miliardi di Euro.

Ma il dossier presentato all ‘Unione Europea nel 2010, porta le stime dei costi a 35 miliardi di euro, a carico dell'Italia, escludendo una grande varietà di opere connesse, quale il raccordo al nodo torinese, infrastrutture per ospitare i lavoratori e decine di opere sussidiarie che un cantiere di 20 anni comporterebbe.

Ma restiamo ai 35 miliardi e vediamo che cosa potrebbe succedere, attenendoci all'esperienza italiana delle linee ad alta velocità.

Le spese della Roma-Firenze sono cresciute di 6,8 volte rispetto ai preventivi, quelle della Firenze-Bologna di 4 volte, quelle per la Milano-Torino di 5,6 volte. Stiamo parlando di dati ufficiali, ben noti, e sui quali la stessa magistratura sta cercando risposte.

Se, in base a questa esperienza scegliamo il moltiplicatore più basso, quello dell'incremento dei costi della TAV Firenze –Bologna, e moltiplichiamo per 4 le spese preventivate, i 35 miliardi diventano una cifra da fantascienza finanziaria.

 

I costi della militarizzazione della valle di Susa

Costruire una grande opera contro la volontà di una popolazione può avere degli oneri che è interessante calcolare: oggi in Valle di Susa sono stati mobilitati circa 2.000 poliziotti, per lo sgombero del cantiere di Chiomonte. Ogni otto ore devono fare il cambio turno, con spostamento di mezzi, masserizie, costi di occupazione di alberghi e altri aspetti logistici.

Non essendo un fine economista, ho calcolato che il costo lordo orario di un poliziotto sia di circa 30 euro all'ora (comprensivi degli oneri citati), stima decisamente al ribasso.

30 euro moltiplicato 2.000 poliziotti è uguale a 60.000 euro all'ora. Per le 24 ore diventano 1 milione e 440 mila euro al giorno.. al mese il costo diventa di oltre 43 milioni di euro. Sull'anno parliamo di oltre mezzo miliardo di euro.

L'attuale dispiegamento di forze serve a difendere il cantiere di Chiomonte. Già Domenica 3 luglio è prevista una grande dimostrazione con pulmans e treni in arrivo da tutta Italia. I manifestanti assedieranno il cantiere e sarà evidente l'impossibilità di mantenere sul campo una situazione da scenario nord-affricano.

Immaginate che cosa vorrebbe dire presidiare contemporaneamente decine di cantieri. Vogliamo almeno triplicare il numero di uomini, mezzi, complessità logistica e ovviamente i costi?

Sono cifre che se moltiplicate per gli anni necessari alla costruzione dell'opera diventano insostenibili.

Lo Stato italiano non ha le risorse per contrapporsi alla protesta della popolazione della Val di Susa, che, fatti questi conti, sa bene di avere di fatto la vittoria in pugno.

 

L'opera è strategica?

Negli anni 80, alla luce di dati incerti, si sarebbe potuto sperare che quest'opera fosse strategica. Perché possiamo essere certi che non sia più strategica?

1° ) Nel 2011 i corridoi europei sono diventati 30, e altri stanno  per essere inaugurati.

Le merci transitano su rotaia o gomma, e passano nel valico più competitivo come costo.

I valichi sono gestiti da società private, in concorrenza tra loro.

Se l'opera Torino-Lione prevede di recuperare il 40 % dei costi di investimento dalle tariffe pagate dalle merci in transito (tra vent'anni) è probabile che il flusso di merci e passeggeri su questa linea si ridurrà drasticamente, spostandosi sugli altri valichi per questione di prezzo del pedaggio.

Già nel 2003 il Conseil Général des Ponts et Chaussées stroncava il progetto della TAV Torino –Lione, anche alla luce dei già avanzati lavori per i tunnel svizzeri.

2°) Da dicembre 2010 è operativo il ristrutturato tunnel ferroviario del Frejus, con capacità di trasporto anche dei containers più grandi. Questo tunnel insieme al tunnel autostradale, sono oggi infrastrutture ampiamente in grado di rispondere anche alla previsione di 40 milioni di tonnellate di merci annue (2030)  fatte dall TLF (l'impresa che dovrebbe realizzare il nuovo tunnel), previsione del tutto ridimensionata da Alpinfo e da SBB che stimano per il 2030 valori prossimi ai 10 milioni di tonnellate in transito.

3°) Altro concorrente formidabile sono i voli low cost, estremamente competitivi anche per il traffico merci su distanze oltre i 500 km.

4°) Per il traffico passeggeri le cose vanno peggio. Non mi dilungo in quanto ogni cittadino ha ben presente quali sono i costi di un Freccia Rossa per andare da Milano a Roma, o dal sud al nord Italia: davvero poco competitivo con le attuali tariffe aeree low cost.

5°) Non mi dilungo sul tema dei flussi merci, ma invito tutti i lettori a vedere alcuni brevi filmati del professor Marco Ponti, pubblicati su You Tube, che chiaramente illustra l'inutilità dell'opera.

 

Alla luce di queste informazioni come può essere sostenuto che l'opera è strategica?

Eppure, di fronte a dati così evidenti, le forze di governo e il Partito Democratico insistono sulla imprescindibilità dell'opera.  Viene da chiedersi il perché..

 

Il tunnel di 57 km

La Torino-Lione prevede la realizzazione di un tunnel di 57 km, a quota di altitudine piuttosto elevata.

Dal  15 Ottobre 2010 il tunnel più lungo del mondo è diventato la Galleria di base del San Gottardo, tunnel ferroviario che con i suoi 57 km ha battuto il primato di un'altra galleria ferroviaria: il Seikan Tunnel, che si trova in Giappone.

Va detto che il tunnel del San Gottardo vedrà sfrecciare i primi treni soltanto nel 2017.

Il tunnel del San Gottardo collegherà idealmente Genova  a Rotterdam lungo quello che viene chiamato il corridoio 24.

Il San Gottardo (senza calcolare le opere annesse quali strade autostrade etc.. ) è costato 7 miliardi di Euro, finanziati dalla Svizzera, a seguito di un referendum che chiedeva alla popolazione la disponibilità all'autotassazione dei cittadini.

Il tunnel della Manica

Il tunnel della manica è lungo circa 50 km. Sul lato inglese sono stati rimossi 4 milioni di metri cubi di roccia, la maggior parte dei quali scaricati sotto la Shakespeare Cliff vicino a Folkestone, strappando al mare una superficie di circa 36 ettari, oggi chiamata Samphire Hoe e destinata a parco pubblico.

Complessivamente sono stati rimossi 8 milioni di metri cubi di materiale roccioso, ad un ritmo medio di 2.400 tonnellate all'ora.

Per tunnel marini è più facile il riposizionamento del materiale estratto, con evidente contenimento dei costi, mentre per un tunnel in alta montagna bisogna mettere in conto anche il trasferimento del materiale a valle. La logistica si complica. Le cifre crescono rapidamente.  L'impatto ambientale diventa devastante (si tratterebbe di circa 1 milione di viaggi con bilico a 5 assi, il più grande a capacità di carico).

Ma leggete con attenzione queste informazioni: “il costo complessivo del Tunnel della Manica è stimato attorno agli 11 miliardi di Euro. Il tunnel sta operando in perdita ed il valore delle azioni che hanno finanziato l'opera ha perso il 90% del proprio valore tra il 1989 ed il 1998. La società Eurotunnel ha annunciato una perdita di 1,33 miliardi di sterline nel 2003 e 570 milioni di sterline nel 2004 ed è in costante negoziato con i creditori. A propria difesa Eurotunnel cita un traffico insufficiente (solo il 38% dei passeggeri ed il 24% delle merci previste in fase di progetto) e un gravoso carico di interessi sul debito. Parte dell'insuccesso commerciale dell'operazione sembra essere causato dalle eccessive tariffe di transito”.

(fonte wikipedia).

Il Tunnel della Torino –Lione comporta già a progetto una serie di difficoltà logistiche che ne renderebbero la gestione sicuramente in perdita (sono spropositate per esempio le voci di costo previste per la sua aereazione e la dissipazione del calore dovuta al passaggio dei treni). Pertanto quest'opera faraonica dovrà essere costantemente finanziata dalle imposte degli italiani.

 

E se fossero state pagate tangenti?

Se si da per scontato che un opera pubblica comporti delle tangenti si può essere accusati di dietrologia, salvo poi trovar conforto nell'indagine dei magistrati, che ormai sembrano muoversi a colpo sicuro.

Se viene versata una tangente per l'aggiudicazione di un appalto, è estremamente difficile che la stessa possa essere restituita se l'opera aggiudicata in qualche modo si blocca.

Ma non è pensabile neanche sostenere che chi ha incassato la tangente e non ha garantito il profitto possa semplicemente far finta di nulla e andarsene con il malloppo. Allora diventa indispensabile per il concusso animarsi a favore dell'opera,e muoversi con la determinazione di chi è posseduto da un Fuoco Sacro!

Viene da chiedersi, senza troppa dietrologia, se qualche tangente sia stata versata per l'aggiudicazione delle opere in Val di Susa.

Tanto per stare ai fatti, Paolo Comastri è il Direttore generale della LTF (Lyon Turin Ferroviaire), la società che dovrebbe realizzare il tunnel.  Un mese fa, è stato condannato dal tribunale di Torino a otto mesi di reclusione per turbativa d'asta, in relazione ad un'opera complementare alla TAV Torino-Lione.

Quale politico oggi siederebbe al tavolo con un condannato (oggi in primo grado), a discutere di opera per cui quella condanna è stata pronunciata? Ebbene oggi Paolo Comastri siede regolarmente a tutti i tavoli istituzionali del progetto TAV  Torino –Lione, insieme a politici e amministratori pubblici.

Ora ognuno di noi può mettere insieme degli elementi e sviluppare il proprio pensiero libero, in merito.

Il fenomeno delle tangenti potrebbe spiegare la necessità di riavviare i lavori (o almeno fingere di averne l'intenzione) a seguito di mazzette ormai pagate e non restituibili?

 

Si possono costruire grandi opere a discapito di una popolazione?

Pur non essendo cittadino della Valle di Susa, in questi anni ho sempre portato la mia solidarietà a quella comunità.  Personalmente ritengo che di fronte alla indispensabilità di un'opera pubblica di utilità collettiva le popolazioni locali debbano essere convinte, indennizzate ed incentivate a tollerare anni di sacrificio per il bene futuro delle generazioni che verranno.

Ma non è questo lo scenario in Valle di Susa, dove di fronte ai disastri geologici, alla previsione di incrementi patologici dell'ordine del 10 % della popolazione dovuto a patologie cardiocircolatorie e respiratorie (dati del progetto giugno 2010),  si tenta di realizzare un'opera assolutamente inutile.

Sono stato spesso a manifestare con quelle genti. Ho visto bambini, giovani, adulti e anziani, sfilare insieme ed essere chiamati dai media “anarco-insurrezzionalisti”.

La militarizzazione della valle ha ricostruito solidarietà e legami antichi, una nuova coscienza, formatasi lontano dalla televisione. Le persone si ritrovano a far feste nei presidi, a scambiarsi aiuto, a condividere il tempo con i figli, ad innamorarsi e costruire legami forti, come non si vedono più nella nostra società.

Gli appelli alla manifestazione pacifica sono costanti, ma quando i camions e le ruspe cominciassero davvero il loro lavoro? Pensateci.. sareste disposti a tollerare lo scempio della vostra terra, della vostra casa, la paura delle malattie per i vostri figli? Potreste rimanere inerti a guardare le facce sanguinanti di amici e parenti che rientrano sconfitti da una manifestazione, presi a bastonate da poliziotti mandati in guerra, in una guerra che certo neanche loro combattono volentieri?

La mia certezza è che, dopo tanti anni di battaglie, quella popolazione non si arrenderà mai.

E se qualche politico pensasse che abbassare i fucili ad altezza d'uomo sia la misura necessaria dopo i candelotti lacrimogeni a frammentazione cs (orto-clorobenziliden-malononitriledi, proibiti dalle convenzioni internazionali come arma chimica) lanciati lunedì 27 giugno 2011, quel politico sappia che quel giorno troverebbe genti ancora più determinate a vincere e, a quel punto, a qualsiasi prezzo e con qualunque mezzo.

Vorrei  che i cittadini di tutta Italia, magari correttamente informati, potessero scegliere con un referendum la realizzazione di quest'opera, perché non si arrivi al giorno di dover contare i morti di questa cattedrale alla stupidità. Non ci sarà mai quel referendum, perché coloro che oggi provano a realizzare quest'opera sono gli stessi che hanno tentato di costruire le centrali nucleari e impossessarsi dei beni pubblici. E costoro hanno ben capito cosa comporta un popolo che decide.

 

Claudio Guerra

 

Per chi vuole saperne di più..

 

http://www.notav.eu

Scarica l'articolo in PDF
marco 30 giugno 2011, 16:56
avatar
questo è il modo di argomentare le cose , e non di certo questo: http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/409347/
quasi quasi mi vado a fare una costina ...
Alessandro Ballauri30 giugno 2011, 18:53
avatar
condivido marco , ma purtroppo avendo lavorato 14 anni in Val di Susa aveva già visto e subito certi atteggiamenti da parte di No Tav , difatti ci sono molte persone favorevoli o non schierate con i no tav che hanno timore di esporsi...in particolar modo chi ha attività commerciali...son 10 anni che c'è un'aria pesante... oggi a torino c'era in atto una protesta contro la normativa Bonklestain (o come si scrive) dove con i loro furgoni RALLENTAVANO il traffico e si facevano sentire con slogan e cartelloni sui furgoni , in questo modo rendi pubblici i tuoi poroblemi senza creare grandi disagi...

non voglio dire chi ha torto oppure chi ha ragione ma in Val di Susa la percentuale di residenti convinti No Tav e minima...difatti quelli alle manifestazioni sono quasi tutti contando che una bella fetta ci và per farsi vedere ed evitare ritorsioni...so già che non mi crederete ma è così...
Alessandro Ballauri30 giugno 2011, 18:56
avatar
chi protestava a Torino oggi erano gli ambulanti...
italo 1 luglio 2011, 07:58
avatar
Aggiungo qualche approfondimento inviato da Claudio Guerra sull'argomento.

x Alessandro: non sapevo che la percentuale dei NOTAV in val di Susa fosse minima; pensavo il contrario. Hai dati sull'argomento?
Kety73 1 luglio 2011, 08:56
Io non entro nel merito dell'utilità o meno dell'opera ma posso confermare quello che dice Alessandro: conosco persone, negozianti, imprenditori, gente con una discreta visibilità, che non parlano del TAV, nemmeno con me se non con vaghe parole, per timore di ritorsioni... Conosco persone (delle quali non ho intenzione di rivelare assolutamente nulla!) che per ragioni di abitazione subirebbero più di molte altre le conseguenze negative dei cantieri, che sarebbero favorevoli a quest'opera ma che non osano dirlo. Può darsi anche che i no TAV abbiano ragione, ripeto non entro nel merito perchè bisognerebbe saperne molto di più di quanto ognuno di noi possa mai scoprire, ma non si può dire che lascino spazio alla discussione libera e pacifica. Non l'hanno mai fatto! E posso dirlo per esperienza avendo vissuto per un certo periodo a Susa...
diego finelli 1 luglio 2011, 09:12
avatar
... forse, come al solito, coltiviamo il brutto vizio (e uso volutamente la prima persona plurale perchè mi ci metto anche io) di partire dall'idea che abbiamo in testa e di vedere, sentire e poi amplificare, solo i dati, le sensazioni, i ragionamenti che vanno a confermare quell'idea.
Così prima pago dazio a questa regola per dire che anche io frequento e conosco un po' la Val di Susa (da parecchi anni) e conosco, anche piuttosto bene, un po' di gente che ci vive e ci è nata; aggiungo che si tratta di gente di estrazione sociale, professione, età differenti: pensionati, studenti, impiegati, imprenditori. Sarà un caso, ma sono tutti molto informati e sono tutti fermamente contrari alla TAV ...

Ciò detto, al di là della posizione che ciascuno di noi assume a priori, vuoi per propria forma mentale, vuoi perchè è obbligato (o si auto-obbliga a) obbedire alla linea dettata dal proprio partito di riferimento, credo che sarebbe ora di concentrarsi sui dati: la sintetica relazione di Claudio Guerra riportata qui sopra da Italo, per esempio, mi sembra piuttosto eloquente; dice cose sbagliate? Confutiamole con altri dati, non con la demagogia. Dice cose giuste, plausibili, probabili? Allora smettiamola di dire che i No Tav sono dei fanatici, che è  solo l'ennesimo movimento nimby, che la valle in realtà è pro tav, ecc
Alessandro Ballauri 1 luglio 2011, 09:50
avatar
caro Diego , nei miei 14 anni di Val di Susa parlavo ogni giorno con almeno 5 persone prima sconosciute e quindi ho avuto conoscenze con persone di varie età e varie estrazioni....non con tutte si parlava di Tav , ma in certi momenti succedeva....ribadisco il clima non democratico della vallata dove chi la pensa in un modo è molto discriminato...le persone No Tav, nella maggior parte, sono pensionati e giovani simpatizzanti di sinistra e in molti casi universitari...i pensionati , da Perino in poi , che si scaldano tanto lo fanno anche perchè ormai il loro ciclo produttivo è finito , in genere hanno la casa di proprietà e una stabilità economica sicura (vedi pensione) e in molti casi i figli sistemati e quindi non pensano allo sviluppo economico che può portare l'opera e egoisticamente pensano solo ai propi ideali e convinzioni...i giovani studenti ancora sono mantenuti e quindi la crisi economica ancora non li sfiora...attualmente la Val di Susa (bassa) è uno dei posti più toccati dalla crisi anche a causa della poca voglia di investire degli imprenditori a causa del clima e della poca chiarezza su quello che può succedere...la partenza dei lavori darebbe certezze...nelle fiaccolate per farsi vedere si può arrivare a 10.000 e passa mila persone ma ai presidi un paio di centinaio con più della metà forestieri...ieri a chiomonte a contestare i sindaci pro-tav c'erano non più di 40 persone...i lavori sono appena iniziati e l'impresa che li stà eseguendo è di Susa con operai della zona e quindi la favola che non ci sarebbero ricadute è smontato...ritorsione all'albergo Ninfa perchè ospita i polizzioti che DEVONO fare la guardia al cantiere...quelli della vallata che hanno famiglie da mantenere e imprese con cui pagare stipendi a varie famiglie non vedono l'ora che parta l'opera...e facile fare i No Tav con una bella pensione oppure un posto statale , un'occupazione sicura e la casa di proprietà...sull'opera non ho le conoscenze tecniche per giudicare ma mi chiedo come mai in francia son tutti d'accordo e da Lisbona a Kiev solo i 30km della Val di Susa creano problemi....ma tutti gli altri sono ignoranti e con il prosciutto sugli occhi e solo i No Tav intelligenti e illuminati ?
Alessandro Ballauri 1 luglio 2011, 09:54
avatar
una domanda :

quelli che qui sono No Tav vogliono però Combanera , qualcosa non mi torna....10 anni di camion che passano a giordanino , polveri varie , pericolo amianto , rischio prosciugamento delle fonti acqua per varisella e la cassa , decine di migliaia di metri cubi di cemento a pralungo in pre parco...e poi si fanno le pulci alla cava di varisella che carica solo pietre sui camion...mi sfugge qualcosa italo... :)
italo 1 luglio 2011, 10:28
avatar
Segnalato da  'la scienza marcia' un commento allo stesso srittto di Claudio Guerra:

Nel messaggio precedente si fa cenno ad una problematica che viene quasi sempre celata dai mass media e dai telegiornali in particolare, ovvero il fatto che i lavori per la realizzazione della famigerata TAV comporteranno un forte avvelenamento da fibre di amianto. Mentre per legge è vietato rimuovere l'amianto dai fabbricati senza ricorrere ad opportune misure di sicurezza e particolari cautele nello smaltimento, quando è lo stato che deve compiere lavori che causano il rilascio di amianto nell'ambiente tutte le cautele e le norme di legge vanno a farsi benedire. La situazione sembrerebbe paradossale se non si fosse a conoscenza delle attività clandestine dell'aeronautica incivile, ovvero del rilascio intenzionale di sostanze chimiche velenose nell'atmosfera. Possiamo davvero credere che il folle progetto della TAV si realizzi solo per tutelare gli interessi economici di alcune lobby? Forse, ma quale governo con un minimo di senno proseguirebbe testardamente a difendere un progetto che dissangua le casse dello stato in un simile momento di crisi, ottenendo per di più il risultato di inimicarsi gli abitati di una valle intera?

 Chi non è a conoscenza della questione del signoraggio forse non riesce a capire bene ciò che sta succedendo, e che dovrebbe essere palese dopo quanto sta avvenendo in Grecia (NB: Italia, Spagna e Portogallo sembrano prossime a seguire le orme della Grecia): per il sistema finanziario e bancario internazionale ogni indebitamento altrui è un credito su cui vantare proficui interessi, ed in caso di insolvenza si possono aggiungere dei ricatti tali da costringere un intero paese a svendere il proprio patrimonio con le privatizzazioni e ad obbedire a rigidi diktat che portano l'intera economia di un paese ad obbedire alle regole volute dalle persone più ricche e potenti del mondo. Insomma è possibile così ristrutturare l'economia in funzione degli interessi di pochi che divengono sempre più palesemente i veri detentori del potere tramite le loro strutture quali la BCE (banca centrale europea, BANCA PRIVATA) o il FMI (fondo monetario internazionale, organismo sostanzialmente costituito da persone influenti nel campo della finanza che non ha niente di democratico o di rappresentativo). Ciò dovrebbe far capire ancora di più che la presente crisi finanziaria è stata artificialmente creata. Insomma avvelenare la gente (per indebolirla psico-fisicamente e sfoltire la popolazione) e indebitarla sembrano essere i reali obiettivi di chi governa questo pianeta. Il progetto finale sembra quello del Nuovo Ordine Mondiale.
italo 1 luglio 2011, 10:38
avatar
Che ti sfugge Alessandro? Mi hai mai sentito parlare di Combanera? Perchè mi attribuisci atteggiamenti o parole altrui?

Piuttosto vedo una pericolosa equazione nel tuo scritto sulla valsusa, che estendo tanto alla cava di Varisella quanto al piano regolatore di La Cassa: sembra che il ritorno economico sia la giustificazione a qualsiasi cosa, anche se crea un possibile danno ambientale. (E' chiaro che i primi ad esserne contenti sarebbero i commercianti che hai citato come espressione della popolazione valsusina).

Io non ci sto. Penso che un altro mondo sia possibile.
Se le generazioni precedenti alla nostra si fossero potute comportare come tu auspichi per la valsusa, come il comune di La Cassa farà con la Mattodera, come i 'coltivatori' della cava farebbero con la 'tua' montagna, oggi vivremmo in un deserto avvelenato in mezzo ai villoni di qualche ricca famiglia.

Non è questo che voglio dare ai miei figli (e nipoti...), e ringrazio che ci siano persone come i notav e il comitato di Varisella che ha approfondito l'impatto della cava. Puoi giudicarli massimalisti, intransigenti, politicizzati: conservano le nostre ricchezze ed impediscono che finiscano in mani private: questo è importante, al di là delle etichette.
Alessandro Ballauri 1 luglio 2011, 11:16
avatar
di Combanera si era parlato su questo sito mi pare riferito al nucleare , come fonte pulita di energia...non ricordo se te oppure qualche altro utente abituale...in passato di opere se ne sono fatte anche contrarie al buon senso ma che poi in fondo sono servite e non è successa nessuna tragedia apocalittica...lago di ceresole per esempio...
Vittoria Fauro 1 luglio 2011, 14:16
avatar
Sarebbe troppo facile dire "Vajont" per smentirti, ma la questione non credo sia questa. La questione è capire se queste "grandi opere" sono veramente la soluzione a tutto. Io preferisco pensare ad un mondo in cui ciascuno sia in grado di autoprodursi l'energia di cui ha bisogno, senza tirare in mezzo grandi lobby che ci lucrano sopra. Puoi vederla come una visone utopica, ma francamente credo che questo modello economico in cui tutto funziona solo se si produce sempre di più, si consuma sempre di più sia basato su un presupposto errato: le risorse non sono infinite. Poi dipende sempre come uno vuole porsi, se quello che sarà domani o dopodomani non gli interessa, può continuare a pensare che questo sia il meglio che si possa fare, a costo di costruire cattedrali nel deserto pur di far girare l'economia.  
diego finelli 1 luglio 2011, 14:39
avatar
... ma secondo voi se veramente la maggiornaza silenziosa dei valsusini fosse pro tav, credete che i nostri simpatici partiti (da La Destra al Pd), tutti a favore della tav, si sarebbero persi l'occasione di indire un bel referendum (o qualche iniziativa simil-elettorale) con cui raccogliere un plebiscito a scapito di questi fannulloni (vuoi studenti, vuoi pensionati) benestanti dei no tav?
Mati 1 luglio 2011, 15:09
avatar
Tanto per non smentire mio marito parto con delle mie sensazioni ed esperienze personali:

in Val di Susa ci sono nata e ci ho vissuto per un po'. Parte significativa della mia famiglia ci vive, ci lavora e ci ha investito molte energie, con coraggio. Conosco parecchie persone che non si possono di certo considerare giovani sfaccendati di sinistra e neppure pensionati annoiati alla ricerca di un modo di occupare le giornate. Tutti No Tav. Sarebbe ora di smetterla di viaggiare per categorie: sfaccendati, ignoranti, politicizzati, codardi.... Si sta parlando di migliaia di persone che, ognuno con la propria storia e le proprie idee, si è fatta un'opinione sull'argomento.
La categoria però che più mi ha colpito, allo stomaco, già particolarmente provato negli ultimi giorni, è quella delle persone "il cui ciclo produttivo è finito". Tanto basta a screditare ogni altra parola. In ogni caso, per dovere di cronaca, faccio presente al Sig. Ballauri che quando Perino parlò a mio marito per la prima volta di Tav era direttore di banca in piena attività.

Parlando invece di dati oggettivi riguardanti l'opera, continuo a non leggerne alcuno, di credibile, a favore. Rimango poi veramente stupita di come si riesca addirittura ad affermare che l'opera darebbe lavoro ad imprese locali. Se ci si riferisce alle briciole, forse, visto che i lavori di questi giorni sono solo di preparazione delle recinzioni di un eventuale cantiere. D'altronde in tutti i continenti ci sono fulgidi esempi di come la Impregilo, specializzata in grandi opere, porti ricchezza e sviluppo alle popolazioni locali. 

Anche dire che ovunque siano tutti d'accordo mi pare una lettura piuttosto superficiale di ciò che succede nel mondo. Ma si sa, noi NOTUTTO, come già gentilmente apostrofati su questo sito, siamo fatti così, campiamo di demagogia.



Alessandro Ballauri 1 luglio 2011, 16:50
avatar
APPUNTO , IL SUO REDDITO NON E MAI ARRIVATO DALLA VAL DI SUSA....COME MAI PER LA GRANDE MANIFESTAZIONE PARTONO I TRENI DA TORINO E ARRIVA GRILLO PER PORTARE IN VALLE PERSONE ? NON BASTAVANO I RESIDENTI...FREGA VERAMENTE LA VALLATA OPPURE SEL E GRILLO VOGLIONO AUMENTARE CONSENSI ?  SE TUTTA LA VALLE E NO TAV CHI HA VOTATO QUELLA VENTINA DI SINDACI PRO TAV ? DA LISBONA A KIEV SOLO LA VAL DI SUSA NO TAV  E' INTELLIGENTE E LUNGIMIRANTE E IL RESTO D'EUROPA AUTOLESIONISTA ?
Roberto 1 luglio 2011, 17:09
Non ho capito...
ma se tutti sono contro la TAV...
com'è che per aumentare consensi si dovrebbe andare a protestare in Valsusa?

diego finelli 1 luglio 2011, 17:20
avatar
scusa Roberto, ma non ho capito la domanda
Roberto 1 luglio 2011, 19:27
Scusa Diego...
non sono stato chiarissimo ma ero di corsa in ufficio...

era una domanda per Alessandro che poco sopra aveva scritto:
"COME MAI PER LA GRANDE MANIFESTAZIONE PARTONO I TRENI DA TORINO E ARRIVA GRILLO PER PORTARE IN VALLE PERSONE ? NON BASTAVANO I RESIDENTI...FREGA VERAMENTE LA VALLATA OPPURE SEL E GRILLO VOGLIONO AUMENTARE CONSENSI"

Mi chiedevo come si possa pensare di aumentare consensi appoggiando i NOTAV se i NOTAV sono una minoranza...


Roberto 1 luglio 2011, 19:29
Ops....
avevo sbagliato....
avevo scritto "contro la TAV..." volevo dire l'esatto contrario....

fa caldoooooooo

:-)
fabri 3 luglio 2011, 19:01
sono appena rientrato dalla valsusa. ho acceso la tv e ho scoperto che le forze dell'ordine sono state attaccate da black block e frange "antagoniste"...cosa vuol dire?
voglio raccontare ciò che ho visto.
tralascio le banalità (pur vere) della citazione di anziani, bambini, cani, disabili, professori universitari a braccetto con marghé, e mi voglio concentrare sullo spirito che aleggiava su tutti costoro. gioia di essere tanti - pare 70.000 - speranza di contare qualcosa, finale delusione nella confusione dei lacrimogeni.
ma lo spirito, nonostante l'epilogo, resta. quello gioioso del parlarsi in piemontese qui tra queste aspre montagne che ne amplificano l'eco, quello orgoglioso di non piegarsi di fronte ad argomenti tecnicamente deboli che illusoriamente si cerca di rafforzare con alletti economici, quello ostinato di continuare a dire NO quando tutti intorno a te invitano a dire almeno un NO...MA (mi viene in mente il se saprai di kipling). 
questo spirito che muove la gente più pura del paese a perdere una domenica per elevare un fortissimo BASTA contro le arroganze trasversali che devastano le coscienze e annullano le individualità.
non ci sono stati scontri in valsusa, oggi, se qualche poliziotto è finito in ospedale è perchè ha saputo usare molto male la sua PERFETTA tenuta antisommossa, una tenuta da guerra, erano vestiti come quelli che vediamo in afghanistan (mai stato laggiù, ma ho visto i telegiornali).
e mentre dei giovani padri portano a spasso sulle spalle i figli per dimostrare a tutti quanto verde sia questa valle, altri giovani padri nel bagno di sudore della loro corazza, rispondono ad ordini cretini sparando lacrimogeni vietati (quelli che si usano in guerra) ad altezza d'uomo.
ecco quello che ho visto, e non voglio annoiare con ciò che ho sentito, quindi concludo veloce dicendo che, tra musica e balli, tra chiacchiere di giovani (ho sentito un pericoloso "rasta" parlare fittto con un anarco insurrezionalista di circa 17 anni ed ho capito che tramavano...su chi potesse vincere il prossimo tour de france!!!), e boia faus dei più anziani, ho sentito, forte, una stretta al cuore ed un senso di appartenenza che non avvertivo più da una trentina d'anni.
pensatela come volete, ma io ho passato una splendida giornata. 
marco 4 luglio 2011, 00:11
avatar
Mi  fa piacere che ti sia goduto le buone cose di questa giornata, in quanto  giudicando da quello che vedo nei vari telegiornali e devo dire che siamo di fronte ad una waterloo mediatica senza precedenti: al pubblico arrivano solo le immagini di scontri di pochi violenti le cui gloriose gesta esaltate dal leader del movimento che sembra sempre più un invasato, pochi tg si sono presi la briga di fare qualche domanda sulle ragioni della protesta presi com'erano dall'intervistare i vari leader di partito tutti d'accordo credo per la prima volta nella storia ... 
Luca 4 luglio 2011, 01:25
Questa mattina ci siamo organizzati. Un mio caro amico, ed un amico che non è, ma è un fratello, sono partiti in bici per quel di Chiomonte da La Cassa alle 7.00 del mattino per essere vicini ai valligiani e per vedere quello che gli occhi possono vedere senza essere schermati da quello che i telegiornali e giornali possono raccontarci.
Io, meno allenato e più pigro, parto da La Cassa con la mia bici sul furgone e li raggiungo a Susa al punto di ritrovo intorno alle 9.45. quattro chiacchere, un panino per loro per rifornirsi dal lungo pedalare e via di nuovo per la meta, con la speranza che la nostra presenza e la nostra partecipazione possa dare un minimo di aiuto a chi combatte (a nostro modo di vedere) in modo pacifico a quello che ritengo un abuso antidemocratico e fascista e vigliacco di imporre regole ad una popolazione ( e scusate, ma al momento l'opinione di altri non mi interessa).
Arrivato a Chiomonte, calo la mia bici dal furgone e raggiungo i due pazzi. Li per li mi pare che il fiume di gente che doveva esserci non esisteva, e mi domandavo allora che ci faceva quel rumore continuo ed inquietante delle pale dell'elicottero sopra la nostra testa. Continuiamo a pedalare per circa 1,5 Km, parliamo con le persone che si direzionavano verso una probabile meta, senza anch'esse sapere bene dove andare, arriviamo su un cavalcavia e ci affacciamo dove tutti guardavano e indirizzavano le proprie dita, per far notare ai bambini, anziani, amici del momento, cani, cosa c'era. Guardiamo anche noi , e notiamo stupefatti un serpentone lunghissimo di gente che marciava dall'altra parte della vallata. Ma si arriva? E come, da dove? Continuate sulla strada, un paio di chilometri e ad un punto le strade si incrociano, ci dissero.
Andiamo, e con noi tutti quelli che prima osservavano, chi a piedi, chi in bici, chi (e giuro) in carrozzina, chi con passeggini, anziani, ragazzi, tutti con la speranza di essere d'aiuto con la presenza, con il pensiero,l'energia vitale dell'essere, di esserci. Ci immergiamo nel fiume di persone, parliamo, scherziamo, discutiamo, ma intanto sentiamo continuamente il turbinio delle pale di quell'elicottero, ed in lontananza si comincia sentire rumore di botti. Le notizie si rincorrono, hanno ripreso il cantiere perso una settimana fa, ci sono scontri tra i manifestanti, sparano i lacrimogeni, non direzionatevi verso quella zona. Ma la gente, la gente pacifica continua imperterrita la propria marcia, facendo sentire il proprio essere. Una semplice marcia, una semplice e continua unità d'intenti. Fantastico.
Dall'altra parte della vallata, nei punti nevralgici e vero ci sono gli scontri, in lontananza (ma non troppo) sembra di assistere a prove di guerra civile, si notano fiamme, getti d'acqua lanciati, fumi, botti, spari, grida, si notano gli scintillii dei caschi delle forze armate che corrono, applausi, ed altro. I commenti nella nostra testa si accavallano, a volte li esterniamo ai nostri vicini, ma siamo tutti attoniti, si scherza si parla, ma nel nostro profondo io siamo tutti affranti. Ma in che mondo siamo, in che Paese siamo.
Continuiamo il ritorno verso Chiomonte, ci sfamiamo vicino ad una fontana, prendendo tre panini e tre birre Moretti in una panetteria, panini con salame, toma stagionata della valle, addentati per bene e mandati giu con delle belle golate di birra fresca. Nel frattempo un signore anziano comincia in mezzo alla piazza un mezzo comizio, dicendo le sue idee su Stato, politici, interessi. Una piccola folla di persone ascolta, tra cui noi ed annuisce. Il più chiacchierone e rompiballe tra noi tre gli va a porre delle domande  su cose che non lo convincevano, anzi lo infastidivano, si parlano ed alla fine scoprono che le idee collimavano, finisce quasi tutto con un abbraccio ed una stretta di mano. Bellissimo. Andiamo? Ma si, andiamo.
I botti continuano, le notizie che girano sono sempre più allarmanti, e poi ste pale di elicottero, anzi di elicotteri, perche sono diventati tre, sempre più inquietanti.
Ci direzioniamo verso il furgone per il ritorno, ma la folla ci rapisce, ci incanta, guardiamo di qua, di la, sentiamo e poi ad un tratto arriva Grillo, si quello che fa ridere, lo ascoltiamo, indica come eroi i manifestanti, quelli pacifici schernisce un po i facinorosi, dicendo che ci sono modi per manifestare diversi (arrivo a casa e sento tramite i tg tutt'altro, ma io ero li ed ho sentito!!!) più “pacifici”. Ascoltiamo, vediamo la nascita del blocco stradale nuovo, e rivediamo sopra le nostre teste sti elicotteri con il loro rumore oramai noto, presi dalle notizie sempre più inquietanti che si rincorrono, e presi anche dal timore di essere presi in mezzo decidiamo che è ora di rientrare, saranno state le 16.00.
A stò giro però sono io che prendo la bici e decido di fare ritorno a La Cassa in bici, ed uno dei due miei amici guiderà il furgone. Cosi avviene. Duro sino a Caselette, 47 Km, poi telefono e dico, senti amico mio vieni a prendermi non ce la faccio più. Sinceramente, non so se è stata la stanchezza o i pensieri molteplici che si sono contorti dentro la mia testa dalla partenza da Chiomonte sino a Caselette, fatto sta che è stata una bellissima/bruttissima giornata.  
Laura LaLunga19 marzo 2013, 23:13
avatar
Vagabondando per il sito mi ritrovo a leggere l'interessante articolo di Guerra sul TAV e i commenti che ne scaturirono.

A distanza di quasi due anni da questi interventi mi fa specie vedere come Alessandro Balluri (ma come lui molti altri) basandosi su sensazioni più che su dati di fatto, si sbagliasse sulla percezione della quantità di popolazione valsusina favorevole al TAV.

Dalle discussioni emerge che secondo Alessandro, la maggiorparte dei valsusini erano a favore dell'opera.

Ma dalle recenti elezioni politiche, è emerso che la Val Susa è decisamente NO-TAV, visto che il M5S (NO-TAV) ha ottenuto il 38.9%

Alla Camera, Su 52 paesi, solo in 5 è sceso sotto il 30%, in 6 paesi è sopra il 50%

Insomma, un plebiscito.

Si può quindi sostenere, senza ombra di ragionevole dubbio, che la Valle di Susa sia NO-TAV.

O no?

pace
Laura
marco 20 marzo 2013, 08:56
avatar
A me non è poi sembrato questo risultato eccezionale in Val Susa considerata la media Nazionale e più da vicino Piemontese. Mi aspettavo un 70%, percentuale da giustificare una definizione di "plebiscito" :)
Laura LaLunga20 marzo 2013, 11:02
avatar
No no, scusa Marco, hai ragione. Stavo sognando.. 
Allora andrò alla manifestazione del 23 marzo a Susa e mi porterò un libro da leggere visto che saremo quattro gatti.
Un abbraccio
Laura
marco 20 marzo 2013, 11:05
avatar
E' l'eterna questione del bicchiere riempito a metà. Buon divertimento. 

mappa | versione per la stampa | versione ad alta accessibilità | photo gallery | dove siamo | RSS
Valid XHTML 1.0! Valid CSS! RSS Linkomm - SEO Web Agency Torino Customizer