interventi sul forum di Mauro Tombolato

2010-09-08 12:46:15Fini?????in risposta a questo messaggio
Ciao a tutti.
Scusa Luca... ma tu pensi veramente che Fini non si rendesse conto di ciò che combinava Berlusconi?
Io non sono così convinto, anzi credo che la responsabilità di tutto ciò che ha combinato e sta combinando Berlusconi sia da ascrivere anche al buon Gianfranco (e se non tutta in buona parte..).
Che cosa sia successo adesso non lo so, se devo essere sincero posso ringraziare Fini solo per lo strappo, ma per il resto...
Per il resto sono d'accordo sul panorama piuttosto squallido... SIGH!!!!
Mi sembra interessante il movimento 5 stelle.. (speriamo)

Mauro

PS: scusate, ma Mindy? era una gran bella ragazza, vero?
2010-03-27 01:25:19Come si vota...in risposta a questo messaggio
Oggi ho scoperto un aspetto interessante: il voto disgiunto.
Se ho ben capito, io posso votare un candidato alla presidenza della regione ed anche una lista che non è collegata al presidente scelto.
Se così è (lo verificherò anche con il presidente di seggio) si possono aprire delle prospettive interessanti: sia per i miei dubbi e sensi di colpa sia per testimoniare e segnalare la necessità e l'urgenza di compiere delle scelte altre, che vadano in direzioni diverse dalle solite banalità e idiozie di cui sono nauseato.
Buon voto a tutti ...
Ma che cosa significa? Boh? Spero che si intenda con ciò la possibilità di esprimere un proprio diritto.
A proposito di O: lo so che in questo momento è necessario ed è ancora così, ma spero che si possano (anzi ritengo che si debbano) costruire delle modalità, delle categorie che vadano oltre le limitazioni attuali e che tengano in considerazione la complessità.


2010-03-27 01:24:57Come si vota...in risposta a questo messaggio
Oggi ho scoperto un aspetto interessante: il voto disgiunto.
Se ho ben capito, io posso votare un candidato alla presidenza della regione ed anche una lista che non è collegata al presidente scelto.
Se così è (lo verificherò anche con il presidente di seggio) si possono aprire delle prospettive interessanti: sia per i miei dubbi e sensi di colpa sia per testimoniare e segnalare la necessità e l'urgenza di compiere delle scelte altre, che vadano in direzioni diverse dalle solite banalità e idiozie di cui sono nauseato.
Buon voto a tutti ...
Ma che cosa significa? Boh? Spero che si intenda con ciò la possibilità di esprimere un proprio diritto.
A proposito di O: lo so che in questo momento è necessario ed è ancora così, ma spero che si possano (anzi ritengo che si debbano) costruire delle modalità, delle categorie che vadano oltre le limitazioni attuali e che tengano in considerazione la complessità.


2010-03-24 14:32:21Un contributoin risposta a questo messaggio
La lettera E (al posto della vocale O)   Con molto ritardo vorrei parlare ancora di un argomento che a mio modo di vedere è spesso posto con termini non proprio corretti e riprendo il discorso che Italo ha rilanciato sul sito e di cui si è trattato poco: la destra e la sinistra. Italo nelle sue argomentazioni descrive ciò che appartiene, a grandi linee, ai due schieramenti ricordando inoltre come queste dicotomie si vadano ad inserire nella storia delle singole persone e formino le personalità più diverse. Ora la sua provocazione mi sembra non essere stata colta se non in minima parte (anch'io ci ho messo un po'): lui parla di destra e di sinistra, di ciò che preferiscono gli uni e di ciò che propugnano gli altri, ecc.. A me sembra che questo modo di pensare non sia così corretto, sicuramente è limitante: provate a pensare di mettere la lettera E (congiunzione) al posto della lettera O (che assume un significato di contrapposizione)… forse qualcosa cambia.   Vi faccio l'esempio classico:   ·        Il bicchiere mezzo pieno O mezzo vuoto   E se la trasformiamo diventa   ·        Il bicchiere mezzo pieno E mezzo vuoto   Ed ecco che appare lampante come un ragionamento del primo tipo ci neghi una parte del ragionamento, anzi … ESATTAMENTE LA METÀ del ragionamento.   Vorrei anche aggiungere alcune considerazioni legate al mio percorso di studi (Psicologia): ·        l'uomo è l'animale (nel senso vero del termine) più evoluto del ns. pianeta (molte persone lo dimostrano, ma molte altre ci ricordano i limiti, appunto, dell'appartenere al mondo animale): la sua PERSONALITÀ è composta da aspetti BIOLOGICIPSICOLOGICI (affettivi e cognitivi) – SOCIALI (ambiente e cultura) che si INTEGRANO (strettamente interdipendenti l'uno dall'altro) per formarne la totalità e la personalità: spesso un deficit in una delle sue parti porta a risultati limitanti, talvolta patologici; ·        l'uomo è considerato, almeno per una certa corrente di pensiero (per altre forse anche peggio, e qui penso a FREUD), un essere LIMITATAMENTE RAZIONALE: questo aspetto è estremamente funzionale alle decisioni della vita quotidiana: pensate ad esempio a quanto tempo ci vorrebbe se per ogni gesto abitudinario (bere un bicchiere d'acqua, soffiarsi il naso, guidare l'auto, ecc.) ci si dovesse soffermare sulle varie possibilità di scelta e valutare tutti i pro e i contro di ogni singola azione che compone il semplice gesto, non si vivrebbe più, si passerebbe tutto il nostro tempo a valutare le molteplici e singole possibilità.   Quest'ultima considerazione non è negativa di per sé (anzi è estremamente efficace), presenta, però, alcuni aspetti negativi nelle situazioni importanti della vita di relazione umana.   Ripensando alle discussioni che si sono svolte in questo periodo anche sul sito, mi pongo la questione della RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE e riprendo il discorso abbozzato a proposito delle “categorie” (anche queste efficacissimi strumenti di pensiero, ma altrettanto pericolose): nel mio intervento precedente parlavo di come i bambini abbiano la capacità di imparare dall'ambiente che li circonda e di costruirsi categorie di pensiero che sono ricche, articolate e anche variegate; poi, crescendo e scontrandosi con il mondo degli adulti, si adagiano sulle posizioni di questi perdendo spesso la loro carica di entusiasmo e la loro ricchezza. È anche per queste considerazioni che penso che noi adulti non abbiamo fatto abbastanza (e ne parlo in prima persona e singolarmente) per proporre qualcosa di diverso, per far vivere le relazioni umane in modo “umano” (mi scuseranno i letterati): ma è possibile che non venga in mente a nessuno un modo diverso di gestire le difficoltà che esistono nelle relazioni tra i singoli e, soprattutto, le differenze culturali? Mi sembra di sentire sempre le stesse idee (talvolta anche idiozie) che cercano di portare soluzioni miracolose e non fanno altro che ripetere gli stessi errori.   Credo che in questi aspetti stia la parte peggiore (purtroppo anche aberrante) delle considerazioni di cui sopra, anche e soprattutto perché partendo da questi presupposti si formano le personalità e le coscienze.   Questo modo di pensare per dicotomie, contrapposizioni e non per congiunzioni, lo ritengo estremamente nefasto soprattutto per le conseguenze psicologiche, sociali (culturali) e anche fisiche che si riversano sulle nostre comunità e, diciamocelo chiaramente, siamo stanchi di sentire che uno è più bello dell'altro, che uno ha più ragione dell'altro, che gli uni sono i belli e gli altri sono i brutti e i cattivi, quando poi non si pensa all'uomo e alla sua dignità; non ne possiamo più di quelli che pensano solo a se stessi e di quelli che pensano solo agli altri, per favore provate a pensare qualcosa di diverso, provate a pensare all'essere umano nella sua completezza fatta di individualità E di socialità, di comunitarietà.   La lettera E, se mi permettete, non è un artifizio grammaticale: diventa una filosofia di vita che forse non risolverà tutto, ma sicuramente ci può permettere di avere una visione allargata, più vasta e articolata della realtà. Del resto molte persone già lo sanno (altrimenti da chi lo avrei imparato io?), oltre alle persone che se ne occupano in letteratura, oltre alle persone di cui parla Italo, anche alcuni politici italiani (spesso a livello locale, purtroppo!) si sono accorti che ciò che ci hanno propinato per molti anni, non funziona più (tutti gli altri tendono a preservare i loro privilegi): occorre ricercare e proporre altre dimensioni, altre modalità di lettura della società che è sicuramente complessa e non più riconducibile alla dicotomia rosso-nero, destra-sinistra.   E questa strada può anche non essere necessariamente nuova (anche perché è difficile trovare qualcosa di nuovo), forse recuperare molti aspetti ed integrarli in una visione allargata può essere utile: con alcuni di voi si è già parlato di questi aspetti, provo a citarne alcuni riproponendoveli.   Il pensiero laterale (De Bono), il pensiero divergente (Guilford), il microcredito, la wikinomics, e altri ancora sono temi che pongono l'accento sulle E: trovo fantastica l'idea del microcredito (Muhammad Yunus)  in cui viene completamente stravolto il dogma delle banche secondo cui si concede il prestito solo a chi possiede determinati requisiti.   E non pensate che siano solo romanticherie perché questa tipologia di credito ha delle percentuali molto alte di rimborso dello stesso.   Altri aspetti: la decrescita felice (Pallante), i gruppi di acquisto solidale, il commercio a km zero, il risparmio energetico, le fonti energetiche alternative e tanti altri ancora testimoniano come sia possibile coniugare le esigenze del singolo con quelle della comunità ed anche con il rispetto dell'ambiente.   Se mi permettete un'ultima argomentazione (anche se non volete la faccio lo stesso) che riprendo da quanto scritto in precedenza: l'uomo è un'unità bio-psico-sociale INTEGRATA e NON FRAZIONABILE, non si può pensare di poter vivere in modo soddisfacente senza considerare l'unitarietà delle componenti, NON si può pensare di CONTRAPPORRE gli aspetti individuali a quelli sociali, perché gli uni influenzano fortemente gli altri e viceversa: io non credo che ci si possa dimenticare di rispettare L'INDIVIDUALITÀ, così come non credo ci si possa scordare di rispettare le COMUNITÀ in cui viviamo (quella familiare E quella condominiale E quella paesana E quella regionale E quella nazionale per arrivare alla comunità allargata degli esseri umani E dei rispettivi ambienti).   In sostanza ritengo non ci si possa scordare dell'uomo nella sua totalità, con le sue esigenze soggettive E individuali, con le sue esigenze sociali E comunitarie: mi sembra che i principali errori stiano in questa modalità di ragionamento, cioè nel far prevalere le une sulle altre.
2010-02-10 16:09:51i bimbi e le bimbein risposta a questo messaggio
Che bella la tecnologia, che strumenti interessanti e potenti abbiamo a disposizione e chissà che cosa ci riserverà il futuro.
I nostri figli padroneggiano la tecnologia in un modo sorprendente, sconcertante, è anche affascinante vedere le mie figlie quando si mettono al computer (passatemi il termine): sembra che sia un'appendice della loro mente, riescono a dialogare con questo strumento e soprattutto a dominarlo sempre in modo sorprendente.

E c'è un'altra cosa che loro capiscono benissimo: le "persone" morte sono morte, di qualsiasi colore esse siano; loro hanno in mente 2 categorie: chi uccide e chi viene ucciso, loro sanno che non esistono giustificazioni di nessun tipo quando si ammazza una persona, tanto meno quando se ne trucidano una quantità indescrivibile.

Poi però succede una cosa strana: crescono e vengono a contatto con il mondo degli adulti, con le categorie degli adulti e, per un motivo o per l'altro, aderiscono ad alcune di esse piuttosto che ad altre e ripercorrono le strade dei loro predecessori, cioè gli adulti.

Io spero che le mie figlie, che i bimbi e le bimbe del 2010 possano in futuro creare un modo diverso di relazionarsi, ma so anche che molto dipende da ciò con cui verranno a contatto, dalle "categorie" a cui decideranno di aderire, insomma dal mondo che noi adulti proponiamo loro.

Personalmente sono stanco di sentire sempre le stesse cose e di sorbirmi sempre gli stessi luoghi comuni: ciò che mi affascina sono le proposte che vanno in direzione di una miglior convivenza con l'ambiente, sia esso naturale, sociale e comunitario.

Mauro Tombolato

2009-08-02 15:05:11Commenti anonimiin risposta a questo messaggio
Ribadisco il mio punto di vista: sono contrario all'anonimato perchè ritengo che sia importante assumersi le responsabilità e perchè ritengo sia sbagliato assecondare un certo modo di partecipare al dibattito.
E' vero che si possono anche avere dei punti di vista altri, utili, ma ritengo corretto far passare un messaggio importante: nella discussione c'è posto e spazio per tutti purchè si passi attraverso l'assunzione di modalità che prevedano la limpidezza e la trasparenza, che si possa passare attraverso una condizione diversa dalla consuetudine italica di accettare tutto, una condizione che preveda di stabilire che esistono diritti e doveri, che esiste un senso civico che significa rispettare ed essere rispettati.
Ciao.
>2313
2009-07-25 16:21:36commenti anonimiin risposta a questo messaggio
E' vero che la censura è una brutta presa di posizione, ma io trovo altrettanto antipatico il non firmare i propri commenti: credo che la responsabilità individuale sia il punto di partenza per un confronto corretto e, soprattutto, trasparente.
Mauro

 

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