interventi sul forum di Vittoria Fauro

2012-12-01 18:30:51Cerco un violoncelloiniziata la discussione
Per una giovane aspirante violoncellista. In prestito, in affitto, che si senta solo chiuso in un armadio ed abbia voglia di farsi suonare un po'.
2012-08-02 22:58:56Magicoiniziata la discussione
Sono andata sul Musinè stasera.
Non c'è esoterismo, croce, ufo che tenga.
La fatica della salita, il respirare a pieni polmoni quando sei in cima.
Questa è la vera magia.
2011-12-19 15:55:17Ioin risposta a questo messaggio
Dopo la notte insonne passata a tossire mi sento un po' 30.....


P.S. sono davvero incantevoli
2011-09-13 08:57:37Pazzi ?in risposta a questo messaggio
#include "Myknow.h"

void main(void)
{
   login(lacassa.net);
  
   if (sono_un_solone == TRUE) {
      my_know = iscrivi("Accademia dei Soloni");
      while (my_know > our_know) {
         condivide->my_know;
         our_know++;
      }
   }
    
}
2011-09-07 13:42:46Non ci risponderannoin risposta a questo messaggio
Mandarli tutti a casa forse non è la soluzione, o per lo meno è parte della soluzione.

Questi proclami un po' inquietano, se non c'è proposta di un dopo. La storia ce lo insegna, queste situazioni sono il preambolo dell'avvento di un potere forte. Come se non si stesse aspettando altro che qualcuno con un po' di carisma dicesse "datemi un po' di potere e vi sistemo tutto io". Non è una bella prospettiva...

Ciò non toglie che qualcosa si debba pur fare. Cambiare le regole del gioco è difficile quando chi può farlo è parte del gioco e tendenzialmente nella parte di chi vince.
Una classe politica diversa: io non credo si debba fare di tutta un'erba un fascio, sicuramente occorrono dei distinguo e sono così ottimista da pensare che non tutti i politici siano arrampicatori sociali, arrivisti, corrotti. Penso che ci siano anche i politici con un'idea più "sana" di politica, che nel loro piccolo lavorano per il loro ideale e per non tradire la fiducia di chi ha dato loro la propria. Penso anche che la loro quotidianità sia fatta di frustrazione e senso di impotenza.

Istintivamente diffido un po' del popolo del vaffa, nel senso che indignarsi è giusto, doveroso far sentire forte il malcontento, perché il silenzio non può essere che complice, ma sicuramente non basta. Non basta perché senza proposte concrete, costruttive, si apre solo una voragine che se non viene riempita dal potere forte di cui sopra, comunque è guardata con timore dai tanti che, nel dubbio, restano ancorati a quello che c'è.

Poi, nel concreto, i cambiamenti pacifici hanno tempi lunghi. Una classe politica diversa, capace di cambiare le regole dall'interno non si crea dal giorno alla notte. Non può che nascere da piccole realtà locali, dall'associazionismo, dal mutuo soccorso. Da esperienze circoscritte che via via si organizzano in un progetto comune più grande. O tanti progetti comuni più grandi, perché ovviamente non è che possa esistere una sola unica e giusta soluzione.

Troppo teorico ? Troppo ottimista ? Mi piacerebbe provare ad esserlo perché ho delle visioni molto cupe riguardo al futuro. Se mi viene a mancare anche un minimo di speranza allora siamo messi proprio male...  
2011-06-29 13:25:36Non avrei...in risposta a questo messaggio
saputo sintetizzare meglio il mio pensiero.
2011-06-06 09:01:21se non ci sono gli stivali..in risposta a questo messaggio
anch'io l'ombrello, assolutamente...
2011-03-01 10:33:14Però la vogliamo completain risposta a questo messaggio
Per essere una gita, per quanto a Km 0, la vogliamo completa.
Propongo di abbinare a scelta uno dei possibili percorsi naturalistici e/o culturali:
-" vista guidata all'ecomuseo" con dimostrazione pratica dell'uso dei tanti attrezzi da lavoro presenti;
- "nascita e sviluppo del nucleo del Giordanino", con visita al vecchio nucleo nel basso che la passaggiata stimola l'appetito:
- birdwatching alla zona umida;
- "per stalle ed alcove", lungo i percorsi di caccia, e non solo, di Vittorio Emanuele II;
- "Acqua, fonte di vita", andare per fonti, dall'Aris alla Bela crava passando per la fontana della Cersera;
...e questo è solo l'inizio...

2010-12-19 11:23:43Mi piacein risposta a questo messaggio
Ci sono diverse ragioni che mi spingono ad utilizzare i distributori di latte.
Considerato che un litro di latte fresco al supermercato non costa meno di 1 euro e mezzo e un litro di latte al distributore costa un euro, ogni 2 litri comprati al supermercato ne compro 3 al distributore. Consumandone in famiglia più di un litro al giorno è facile fare due conti.
Ma i motivi sono molti altri.
Passo tutti i giorni davanti ad almeno 2 distributori.
Arrivo con le mie bottiglie di vetro, le mucche che lo producono sono a circa 50 metri, forse meno, da lì. A volte mi fermo e faccio un giro nella cascina. A Druento c'è un toro nero ed enorme che è uno spettacolo.
Il distributore è sempre aperto, si può tornare a casa a notte fonda e intanto passare a prendere il latte.
I distributori di latte a qualcuno danno fastidio, certamente l'euro che io pago per un litro di latte riamane tutto al produttore, se lui lo vende al consorzio che lo raccoglie, lo pastorizza, lo omogenizza, lo inscatola e lo distribuisce ci guadagna qualcosa come 0,30 euro al litro (la cifra mi sembra  circa questa, qualcuno mi corregga se sbaglio).
Sicuramente non contribuisco alla crescita del PIL......
Il latte mi piace, quello del distributore ha uno strato di panna sopra che è uno spettacolo.
Confesso che spesso lo bevo crudo, perchè il sapore che ha è impagabile.
Bollirlo o non bollirlo ? Mah, in ogni distributore c'è un cartello con l'obbligo di bollitura e il riferimento ai termini di legge.
In quasi tutti i distributori vicino a questo c'è un cartello che spiega le proprietà organolettiche del latte e i vantaggi di berlo crudo.
A cosa credere ?
Cercando in rete si trova di tutto, da quelli che sostengono di essere da anni intolleranti al latte e che iniziato a bere il latte crudo lo digeriscono benissimo a quelli che peggio del veleno.
Difficile farsi un'opinione.
Fa bene o fa male ?
Meglio il latte crudo o meglio un latte uht prodotto chissà dove, tratatto, scremato, trasportato centinaia di chilometri che a berlo sembra acqua sporca ?

2010-10-07 09:37:46Gloria e realtàin risposta a questo messaggio
mi piace da quando se ne è cominciato a parlare di questa idea del Nobel per la pace a Internet, per quanto nebuolso e astrato potrebbe sembrare.
Condivido la visione di Italo.
E in quest'ottica non posso che condividere la proposta di legge bipartisan di qualche giorno fa relativa all'abrogazione delle norme che limitano l'accesso ad Internet e di fatto impediscono di avere in Italia, a differenza di buona parte del resto del mondo, gli accessi WiFi liberi ovunque.
2010-05-19 11:19:29via Boninoin risposta a questo messaggio
ecco quanto riportato su La Cassa Voci e Notizie in proposito:
http://www.comune.la-cassa.to.it/files/LCVN/04_10/4_5 lav pub.pdf
2010-05-07 12:06:58... e il mioin risposta a questo messaggio
Il cassone dove sono nata era vicino a Varese.
Poi la famiglia si è trasferita in un cassone a Padova, dove ho iniziato ad andare a scuola.
Nel cassone a La Cassa ci abito da quando avevo 8 anni.
Crescere nello stesso posto può avere dei pro e dei contro.
Si ha più l'idea del tempo che passa. Incontri per strada quelli che erano a scuola con te e un giorno spingono una carrozzina o li vedi con i capelli bianchi e ancora te li ricordi con il grembiulino nero e le braghe corte.
Ti ricordi che ti rotolavi nel fieno di un prato dove adesso ci sono dei nuovi cassoni.
Ogni volta che vai al cimitero guardi le fotografie sulle tombe e ti accorgi di quante facce familiari ci sono.
A vivere in posti sempre diversi si fa più fatica a non vedere solo il presente, non si ha idea di come fosse quel posto prima, non si ha desiderio di sapere come sarà dopo.
Per contro a vivere sempre nello stesso posto si tende a relativizzare. Spesso non si riesce ad immaginare come si vive in posti diversi, che non sono necessariamente migliori o peggiori. Solo diversi. Si fa più fatica ad accettare i cambiamenti.
Vivere in posti diversi aiuta a conoscere, rende più ricchi. Si possono mettere radici un po' ovunque, oppure non metterle mai.
Se si hanno delle radici corte corte che non escono dal cassone di pietra, in fondo che il cassone sia qui o in qualsiasi altro posto è lo stesso.
Se le radici sono un po' più lunghe riescono ad uscire e a raggiungere la terra.
Allora si capisce un po' la differenza tra la sabbia, l'argilla e l'humus.
2010-04-09 16:43:00Stasera passo in biblioteca a prendere la verdura...in risposta a questo messaggio

con questo pensiero mi è venuto in mente il tuo intervento.
Per prima cosa: benvenuto.
Alimentare il corpo, alimentare la mente, è una sfida difficile di questi tempi.
Hai ragione, siamo assillati da tutti fronti ed è terribilmente difficile riuscire a districarsi in questo mondo che ci spinge sempre e solo a consumare di più.
Difficile crearsi una consapevolezza, difficile discriminare tra tutte le informazioni quello che è vero da quello che ci vogliono far credere.
Io penso che non si possa restare fermi e subire tutto.
Penso anche che non serva a nulla mettersi a gridare, sono più utili e importanti tanti piccoli gesti.
Niente TV, tanta rete, molti libri. Cercare il più possibile le fonti prima di credere a qualche cosa. Costruirsi un senso critico.
Smetterla di credere che crescita del PIL corrisponda a crescita del benessere (conosci Maurizio Pallante e il movimento per la decrescita felice ?)
Mangiare sano, ho molta più soddisfazione a coltivarmi l'insalata e i pomodori, hanno tutto un altro gusto cresciuti al sole nel mio giardino nella stagione giusta.
Uscire dalla logica del mercato che ci propina pomodori in inverno coltivati dall'altra parte del mondo. Che spreco di energie solo per arrivare sulla nostra tavola...
Meglio il biologico, quello vero, meglio quello che arriva dal coltivatore vicino a casa.
Meglio trovarsi in biblioteca a fare quattro chiacchere e ritirare la cassetta di verdura biologica di stagione acquistata tramite il GAS.
Meglio l'acqua del rubinetto.
E se proprio si vogliono le bollicine meglio il gasatore che bottiglie di plastica che attraversano l'Italia da parte a parte e occorreranno secoli per smaltirle.
Meglio portarsi la borsa da casa quando si fa la spesa.
Meglio una serata tra amici che guardare il grande fratello.
Tanti piccoli, piccoli gesti di resistenza quotidiana.

2010-03-25 12:25:48mi dispaicein risposta a questo messaggio
mi dispiace, forse non so spiegarmi, forse tu non comprendi. 
Continui a contrapporre la "realtà" con tutto ciò che gira intorno alla rete come "virtuale".
La rete è un mezzo, niente di meno, niente di più.
Dietro ci sono sempre uomini, persone. 
La rete non mi fa paura come non mi fa paura il telefono, la televisione, la calcolatrice, il trapano, i lacci delle scarpe.
Sono mezzi.
Possiamo discuterne sull'uso, lecito non lecito. Etico o no.
Il piano di discussione non cambia se scriviamo su una tastiera o su un foglio di carta.



2010-03-25 10:53:39Non sono d'accordoin risposta a questo messaggio
E mi stupisco, Fabio, che tu, quale detentore di ogni verità, non sia in grado di renderti conto di quale potenza dirompente ha la rete nella nostra realtà. Continui a considerare il bipolio monitor-tastiera come un bel giocattolo, niente di più. Non adatto per le cose "serie".
Ma la rete sta ribaltando il modo di comunicare, di scambiare le informazioni, sta permettendo la crescita di un tessuto sociale planetario che non ha precedenti nella storia.
Ben venga il confronto, ben venga il dibattito, lo scambio di idee. E non solo quello.
La rete può veicolare, molto, molto di più. Ci sono tanti esempi, su come si possa passare dall'informazione all'attivismo, uno tra tanti è questo: "10 strategie per trasformare l'informazione in azione" http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/vociglobali/grubrica.asp?ID_blog=286&ID_articolo=47&ID_sezione=654&sezione
e se vogliamo continuare ne possiamo trovare a migliaia. La rete ha permesso di portare alla luce violazioni di diritti umani, di dare voce agli oppressi da regimi totalitari.
La rete mi permette lavorare, di portare avanti progetti a quattro mani con uno che sta dall'altra parte del mondo, mi permette di avere bisogno di un componente elettronico, ordinarlo in America e averlo sulla scrivania la mattina dopo.
Mi preoccupa la cecità di chi vuole far politica senza l'umiltà di pensare di dover imparare qualcosa sulle tecnologie dell'informazione.
Sui modi di fare campagna elettorale, vedi un po' tu.  http://www.7thfloor.it/2009/01/20/master-iulm-social-media-marketing-web-20-a-scuola-di-barack-obama/
Beati gli umili.
 
2010-03-24 15:47:09La Cassa niente voci niente notiziein risposta a questo messaggio
Si Italo, la tua proposta mi sembra sensata. Non si possono risolvere i problemi cancellandoli: chiudere la bocca a tutti per fare stare zitto uno. No, questo non rientra nel mio concetto di dialogo, di confronto. Ben venga ogni mezzo che favorisca il libero scambio di idee, di informazioni.
Faccio fatica a credere a quello che ho letto, tanto mi sembra incredibile. Ehi, ma è con i nostri soldi che si finanzia questa pubblicazione. Per quel che mi riguarda penso che nel momento in cui me la ritroverò nella buca sarà mia cura portarla nella buca delle lettere del comune, scusate, ma non so che farmene, un sincero e caldo invito a tutti a fare altrettanto.
2010-03-05 11:55:36forse avrò altri riferimentiin risposta a questo messaggio
ma  a me ha fatto venire in mente i discorsi del subcomandante Marcos.
2010-02-25 17:05:44Notizie buone, notizie cattive...in risposta a questo messaggio
La notizia buona è che il Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) starebbe per sbloccare i fondi per ridurre il digital divide e potenziare la rete a banda larga. Agli 800 milioni, prima annunciati e poi congelati, se ne aggiungerebbero altri 600, provenienti dalle casse degli enti locali. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Trasporti della Camera durante un convegno sul Futuro della rete.
Che sia la volta buona che anche noi si possa uscire dal terzo mondo ?
Per restare in tema di banda larga, ma questa non mi sento di annoverarla tra le notizie buone, Ferrovie dello stato e Telecom Italia hanno appena concluso un accordo che prevede la copertura in banda larga di 900 Km di ferrovia in alta velocità, Wi-Fi gratuito e generalizzato per i passeggeri di Frecciarossa.
Ma in Italia la stragrande maggioranza dei viaggiatori di Trenitalia non utilizza né utilizzerà l'alta velocità che connette Milano con Roma, ma viaggia su tragitti di lunghezza medio-breve, ogni giorno per lavoro, su carrozze spesso fredde in inverno o surriscaldate d'estate, sempre sporche e spesso in grave, cronico e ingiustificabile ritardo, pagando ogni anno sempre maggiori costi per biglietti e abbonamenti e, ahimè, pagando di tasca propria la connessione a Internet.
Forse alla fine non ci resta che sperare in un progetto di treno ad alta velocità Rubbianetta - La Cassa - Trucco per sederci comodamente a navigare...
Vittoria
2010-02-10 15:57:32come l'acqua, la luce, il gasin risposta a questo messaggio
penso che la banda larga al giorno d'oggi debba fare parte dei servizio essenziali.
Mi associo senza riserve.

...anche se in qualità di transfuga dal Colverso non so se sposto la statistica.

Vittoria
2009-10-06 12:34:56... la sinistrain risposta a questo messaggio

  Vorrei dare qualche segno di speranza, perchè forse è il poco che ci resta, a noi che nonostante tutto continuiamo a sentirci di sinistra, continuiamo ad indignarci di quest'Italia che ci sta attorno. Il primo segno è per Italo: vedi, non sono Marcello, nè Biagio, nè Laura. E sono anche io una che crede ancora nei valori della sinistra e, come tanti, troppi, una che non sa più in cosa riconoscersi. E se a livello locale è forse più facile trovarsi una collocazione, un ruolo, che rispecchi i nostri modi di pensare, quando appena allarghiamo lo sguardo non riusciamo più a vedere qualcuno che possa rappresentarci. Decenni e decenni di politica mal gestita, fatta di tanti interessi e pochi ideali, di tanti opportunismi e pochi uomini veramente capaci di mettersi al servizio degli altri hanno portato a questa distanza tra i cittadini e chi li governa. E il peggio è che questa distanza, questo distacco, fa solo gli interessi di chi in questo modo intende governare e continua impunemente a farlo. Nella logica delle lobby da difendere, negli interessi dei pochi che sono rappresentati. Nei nostri fervori giovanili libertà e democrazia erano valori importanti. Oggi l'unica libertà che vedo è quella di spegnere la televisione. E non vedo democrazia in un governo che legifera per decreti legge, in un presidente del consiglio che mina i fondamenti della costituzione, o incapace di rispettare la separazione dei poteri. E mi indigna non vedere un'opposizione forte, che alza la voce quando questi fondamenti dello stato di diritto vengono attaccati. Penso non sia sbagliato cercare di recuperare dal basso la coesione e la voglia di cambiare queste cose, lavorando nel piccolo. L'idea di fondo di questo nuovo PD non mi dispiace in questo. Ma troppe, troppe energie si stanno disperdendo, troppe lotte di correnti e ceneri di partiti morti e mai sepolti stanno allontanando molti di quelli che volevano credere in un partito diverso. E qui, davvero, comincio a chiedermi se c'è ancora speranza.
  Vittoria

 

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