interventi sul forum di Gianni Castagneri

2010-04-15 17:38:25...sono figlio di un mezzadro di Adroiniziata la discussione
Vi aggiorno sull'inaspettata conclusione del caso della mensa della scuola di Adro (BG), dove l'amministrazione locale aveva bloccato il servizio di mensa scolastica ad una quarantina di cittadini morosi che non pagavano quanto richiesto.
Mentre stamattina era in corso una riunione tra l'Amministrazione Comunale, i rapprentanti delle ACLI e della CIGL, è arrivata la notizia che un anonimo cittadino di Adro ha provveduto a "rilevare il debito dei genitori di Adro". Attraverso un bonifico bancario è già stato coperto il deficit di quasi 10.000 euro, ed inoltre l'anonimo cittadino si impegna a "garantire tutta la copertura necessaria per l'anno scolastico 2009/2010".

Riporto la lettera molto interessante e stimolante che questo anonimo cittadino ha scritto.


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Io non ci sto

Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità. Ho vissuto i miei primi anni di vita in una cascina come quella del film “L'albero degli zoccoli”. Ho studiato molto e oggi ho ancora intatto tutto il patrimonio di dignità e inoltre ho guadagnato i soldi per vivere bene. E' per questi motivi che ho deciso di rilevare il debito dei genitori di Adro che non pagano la mensa scolastica.

A scanso di equivoci, premetto che:
- Non sono “comunista”. Alle ultime elezioni ho votato per FORMIGONI. Ciò non mi impedisce di avere amici dì tutte le idee politiche. Gli chiedo sempre e solo la condivisione dei valori fondamentali e al primo posto il rispetto della persona.
- So perfettamente che fra le 40 famiglie alcune sono di furbetti che ne approfittano, ma di furbi ne conosco molti. Alcuni sono milionari e vogliono anche fare la morale agli altri. In questo caso, nel dubbio sto con i primi. Agli extracomunitari chiedo il rispetto dei nostri costumi e delle nostre leggi, ma lo chiedo con fermezza ed educazione cercando di essere il primo a rispettarle. E tirare in ballo i bambini non è compreso nell'educazione.
Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che seduti in un bel ristorante se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia appena stata lavata da un albanese e il cibo cucinato da un egiziano. Dimenticavo, la mamma è a casa assistita da una signora dell'Ucraina.
Vedo attorno a me una preoccupante e crescente intolleranza verso chi ha di meno. Purtroppo ho l'insana abitudine di leggere e so bene che i campi di concentramento nazisti non sono nati dal nulla, prima ci sono stati anni di piccoli passi verso il baratro. In fondo in fondo chiedere di mettere una stella gialla sul braccio agli ebrei non era poi una cosa che faceva male.

I miei compaesani si sono dimenticati in poco tempo da dove vengono. Mi vergogno che proprio il mio paese sia paladino di questo spostare l'asticella dell'intolleranza di un passo all'anno, prima con la taglia, poi con il rifiuto del sostegno regionale, poi con la mensa dei bambini, ma potrei portare molti altri casi.
Quando facevo le elementari alcuni miei compagni avevano il sostegno del patronato. Noi eravamo poveri, ma non ci siamo mai indignati. Ma dove sono i miei compaesani, ma come è possibile che non capiscano quello che sta avvenendo?
Che non mi vengano a portare considerazioni “miserevoli”. Anche il padrone del film di cui sopra aveva ragione. La pianta che il contadino aveva tagliato era la sua. Mica poteva metterla sempre lui la pianta per gli zoccoli. (E se non conoscono il film che se lo guardino..)

Ma dove sono i miei sacerdoti. Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche etto di razzismo. Se esponiamo un bel rosario grande nella nostra casa, poi possiamo fare quello che vogliamo?
Vorrei sentire i miei preti “urlare”, scuotere l'animo della gente, dirci bene quali sono i valori, perché altrimenti penso che sono anche loro dentro il “commercio”.
Ma dov'è il segretario del partito per cui ho votato e che si vuole chiamare “partito dell'amore”. Ma dove sono i leader di quella Lega che vuole candidarsi a guidare l'Italia. So per certo che non sono tutti ottusi ma che non si nascondano dietro un dito, non facciano come coloro che negli anni 70 chiamavano i brigatisti “compagni che sbagliano”.

Ma dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le dichiarazioni dei redditi loro e delle loro famiglie negli ultimi 10 anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case.
Non vorrei mai essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito (o tenore di vita) Venga dalle tasse del papa di uno di questi bambini che lavora in fonderia per 1200 euro mese (regolari).

Ma dove sono i miei compaesani che non si domandano dove, come e quanti soldi spende l'amministrazione per non trovare i soldi per la mensa. Ma da dove vengono tutti i soldi che si muovono, e dove vanno?
Ma quanto rendono (o quanto dovrebbero o potrebbero rendere) gli oneri dei 30.000 metri cubi del laghetto Sala. E i 50.000 metri della nuova area verde sopra il Santuario chi li paga? E se poi domani ci costruissero? E se il Santuario fosse tutto circondato da edifici? Va sempre bene tutto?
Ma non hanno il dubbio che qualcuno voglia distrarre la loro attenzione per fini diversi. Non hanno il dubbio di essere usati? E' già successo nella storia e anche in quella del nostro paese.
Il sonno della ragione genera mostri.

Io sono per la legalità. Per tutti e per sempre. Per me quelli che non pagano sono tutti uguali, quando non pagano un pasto, ma anche quando chiudono le aziende senza pagare i fornitori o i dipendenti o le banche. Anche quando girano con i macchinoni e non pagano tutte le tasse, perché anche in quel caso qualcuno paga per loro.
Sono come i genitori di quei bambini. Ma che almeno non pretendano di farci la morale e di insegnare la legalità perché tutti questi begli insegnamenti li stanno dando anche ai loro figli. E chi semina vento, raccoglie tempesta!

I 40 bambini che hanno ricevuto la lettera di sospensione servizio mensa, fra 20/30 anni vivranno nel nostro paese. L'età gioca a loro favore. Saranno quelli che ci verranno a cambiare il pannolone alla casa di riposo. Ma quei giorno siamo sicuri che si saranno dimenticati di oggi?
E se non ce lo volessero più cambiare? Non ditemi che verranno i nostri figli perché il senso di solidarietà glielo stiamo insegnando noi adesso. E' anche per questo che non ci sto.
Voglio urlare che io non ci sto. Ma per non urlare e basta ho deciso di fare un gesto che vorrà dire poco, ma vuole tentare di svegliare la coscienza dei miei compaesani.

Ho versato quanto necessario a garantire il diritto all'uso della mensa per tutti i bambini, in modo da non creare rischi di dissesto finanziario per l'amministrazione, in tal modo mi impegno a garantire tutta la copertura necessaria per l'anno scolastico 2009/2010. Quando i genitori potranno pagare, i soldi verranno versati in modo normale, se non potranno o vorranno pagare il costo della mensa residuo resterà a mio totale carico. Ogni valutazione dei vari casi che dovessero crearsi è nella piena discrezione della responsabile del servizio mensa.
Sono certo che almeno uno di quei bambini diventerà docente universitario o medico o imprenditore o infermiere e il suo solo rispetto varra la spesa.
Ne sono certo perché questi studieranno mentre i nostri figli faranno le notti in discoteca o a bearsi con i valori del “grande fratello”.
Il mio gesto è simbolico perché non posso pagare per tutti o per sempre e comunque so benissimo che non risolvo certo i problemi di quelle famiglie.
Mi basta sapere che per i miei amministratori, per i miei compaesani e molto di più per quei bambini sia chiaro che io non ci sto e non sono solo.
Molto più dei soldi mi costerà il lavorio di diffamazione che come per altri casi verrà attivato da chi sa di avere la coda di paglia. Mi consola il fatto che catturerà soltanto quelle persone che mi onoreranno del loro disprezzo.
Posso sopportarlo. L'idea che fra 30 anni non mi cambino il pannolone invece mi atterrisce. Ci sono cose che non si possono comprare. La famosa carta di credito c'è, ma solo per tutto il resto.

Un cittadino di Adro



2010-01-08 17:28:15La parte giustain risposta a questo messaggio
Mi dispiace dover leggere la lettera del sig. Michelini, dopo che quasi settant'anni di storia hanno sancito dove stesse la parte giusta e dove quella sbagliata che, fortunatamente per tutte le generazioni che vennero dopo, e anche per noi, fu quella perdente. Mi dispiace soprattutto perché le nostre valli furono teatro, loro malgrado, di brutalità e di morti, che lasciarono dopo il 1945 un territorio fragile, socialmente ed economicamente depresso, che in molte situazioni stenta ancora oggi a risollevarsi. Ma la bontà della scelta giusta è da ricercarsi se non prima, almeno fin dall'emanazione delle infauste  leggi razziali del '38, quando molti ebrei torinesi trovarono rifugio e protezione dai cosiddetti “giusti della montagna”, che seppero ribellarsi al crimine orrendo perpetrato da chi negava loro il diritto di esistere. Tra i molti valligiani che si adoperarono per aiutare lo sconfinamento oltralpe di quanti cercavano un rifugio sicuro, vi erano molti balmesi, abili nel valicare i colli a tremila metri anche in inverno. Tra loro voglio ricordare la figura di un mio prozio, Bartolomeo Castagneri, che ferito e catturato a pochi giorni dalla Liberazione, fu malamente martirizzato e lasciato ad agonizzare per molte ore, fino alla morte, senza che nessuno, nemmeno il prete,  potesse avvicinarsi. E ancora i tre partigiani che, nascosti tra le rocce di Balme, malati e feriti, si consegnarono al nemico, con la convinzione di aver salva la vita, e che invece dopo sevizie e soprusi , furono fucilati il giorno successivo. Moltissime sono le storie che  hanno segnato la storia della nostra zona, ma per i montanari  la parte sbagliata  era comunque quella che propugnava la guerra, quella che il 10 giugno 1940 aveva stabilito che i villaggi confinanti tra Piemonte e Savoia, tra i quali c'erano da sempre amichevoli scambi commerciali e culturali, improvvisamente diventavano avversari da combattere. Per loro sempre, nel corso dei secoli, era dalla parte errata chiunque volesse la guerra, che coinvolgeva le migliori generazioni in conflitti lontani e incomprensibili. A maggior ragione sbagliava chi aveva coinvolto le famiglie, le case, i paesi in lotte fratricide assolutamente distruttive, come avvenne nel corso dell'ultimo conflitto. In queste valli, dove la Resistenza ebbe la sua massima espressione, dove il contributo dato al ritorno alla libertà fu ben presto dimenticato innescando processi di degrado e spopolamento talvolta non ancora conclusi, proprio il termine “resistenza” si veste di nuovi significati, dove possano riconoscersi coloro che credono, senza ricorrere alle armi, che sia possibile un futuro dignitoso attraverso un opera di sensibilizzazione  e di rifiuto di ogni marginalità. Ora tutto ciò, che meriterebbe ben altri approfondimenti, non deve essere un modo per stuzzicare nuove polemiche fuori tempo massimo, quanto piuttosto generare una riflessione volta bensì a promuovere ogni giorno i valori che rendano irripetibili quelle vicende, attraverso il rispetto del prossimo e della sua identità, delle sue convinzioni, siano esse politiche, culturali o religiose. Ideali di tolleranza verso le diversità, opposti al rischio di omologazione e di annullamento delle proprie convinzioni. Aspirazioni che vanno coltivate con caparbietà e determinazione, poiché rappresentano la più solida garanzia verso un progresso civile e democratico, l'impulso autentico ed indispensabile per la costruzione di un mondo solido fondato finalmente sulla pace.   Gianni Castagneri – Balme (TO)

 

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